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Salute La mutagenesi adattativa è simile in batteri e tumori

Tumori e batteri sono simili nel resistere alle cure

Secondo un recente studio le cellule tumorali mimano la strategia di difesa utilizzata dai batteri contro gli antibiotici

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Tumori e batteri sono simili nel resistere alle cure iStock

Secondo quando scoperto dall’Istituto di Candiolo Fpo-Ircc, in uno studio pubblicato su Science, le cellule tumorali mimano la strategia di difesa utilizzata dai batteri contro gli antibiotici. I batteri, infatti, quando vengono attaccati dagli antibiotici, mutano il proprio Dna per continuare a crescere nonostante la terapia; allo stesso modo le cellule dei tumori si ‘attrezzano’ per resistere all’attacco anche dei farmaci di ultima generazione come quelli a bersaglio molecolare. 

Accade molto spesso che il tumore, anche dopo una prolungata risposta clinica, diventi resistente ai farmaci e talora più aggressivo di prima. Questo avviene anche con la medicina di precisione che personalizza la terapia in base alle caratteristiche molecolari del singolo tumore e del singolo paziente, per massimizzare i benefici e ridurre gli effetti collaterali. 

Che si sviluppi resistenza è un fatto ormai comunemente accettato: il paziente risponde per un certo periodo ma poi ad un certo punto il cancro ritorna. Ciò avviene perché un piccolo numero di cellule resistenti alla terapia è già presente nella massa tumorale, ancora prima che il farmaco sia somministrato. In altre parole, la resistenza, e quindi l’insuccesso della terapia, sono - almeno fino ad oggi - un fatto inevitabile. 

I risultati appena pubblicati rivelano che le cellule resistenti ai farmaci non sempre sono già presenti: alcune volte i tumori, sottoposti allo stress generato dalle terapie a bersaglio molecolare, si ‘adattano’ e cambiano il proprio corredo genetico acquisendo nuove mutazioni, che permettono al cancro di sopravvivere alle terapie.

I ricercatori hanno tratto ispirazione dall’antibiotico-resistenza e così, studiando come i batteri diventano resistenti agli antibiotici, hanno capito che la maggior parte di essi, quando deve fare i conti con il farmaco, cerca di mutare per sopravvivere. In un secondo momento hanno cercato di capire se lo stesso stratagemma potesse essere sfruttato anche dai tumori, osservando che una frazione di cellule dei tumori intestinali smette di crescere, ma è in grado di sopravvivere all’assedio delle terapie a bersaglio. Nelle cellule assediate si modificano i meccanismi che regolano la riparazione del Dna: questo porta a un accumulo di mutazioni, che non sono più riconosciute e corrette. Questo processo prende il nome di mutagenesi adattativa - in altre parole mutare per adattarsi: in presenza delle terapie a bersaglio molecolare le cellule tumorali accumulano mutazioni fino a diventare resistenti al trattamento, portando quindi alla ricaduta della malattia.

Pubblicato il: 11-11-2019
Di:
FONTE : Science

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