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Le conseguenze dell'assunzione di paracetamolo in gravidanza

Da uno studio britannico è emersa una correlazione tra l'assunzione di paracetamolo da parte delle madri e alcuni sintomi di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività) riscontrati nei bambini, soprattutto nel periodo prescolare

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Da un recente studio, effettuato da un team di ricercatori della britannica Università di Bristol e pubblicato su Paediatric and Perinatal Epidemiology, è emerso che l'assunzione di paracetamolo durante la gravidanza potrebbe avere ripercussioni transitorie sul nascituro nei suoi primi anni di vita: la ricerca ha infatti evidenziato una correlazione tra l'assunzione del farmaco da parte delle madri e alcuni sintomi di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività) riscontrati nei bambini, soprattutto nel periodo prescolare.

Già in passato alcuni studi danesi e norvegesi avevano evidenziato una correlazione tra paracetamolo e disturbi da ADHD nei figli. La nuova ricerca vanta però una maggiore mole di dati raccolti sui bambini, che sono anche stati seguiti in modo più assiduo. Sono stati infatti presi in esame oltre 12 mila bambini partecipanti all'Avon Longitudinal Study of Parents and Children (ALSPAC), uno studio a lungo termine (partito nel 1991-1992) che monitora la salute dei ragazzi durante la crescita.

Circa il 44% delle madri coinvolte nello studio inglese ha dichiarato di aver assunto paracetamolo, più di una volta, tra la 18esima e la 32esima settimana di gravidanza. Dopo aver effettuato test sulla memoria, il QI, l'andamento prescolare, il temperamento e il comportamento dei loro figli, i ricercatori hanno rilevato una correlazione tra l'assunzione del farmaco e alcuni problemi comportamentali dei bambini, come iperattività e disturbi dell'attenzione; i quali tuttavia diminuivano con l'inizio della scuola primaria, fino a svanire con il raggiungimento dell'undicesimo anno di età. I maschi sono risultati più suscettibili dei possibili effetti comportamentali rispetto alle femmine.

Va tuttavia precisato che la ricerca non dimostra un rapporto di causalità: i ricercatori  tengono a sottolineare il fatto di essersi limitati ad associare i due risultati; i quali rafforzano comunque l'idea che le donne dovrebbero fare attenzione ad assumere medicamenti durante la gravidanza, affidandosi sempre al parere del medico.

Pubblicato il: 06-11-2019
Di:
FONTE : Paediatric and Perinatal Epidemiology

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