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Salute I progressi in campo oncologico

Una biopsia liquida che predice la prognosi del glioblastoma

Per la prima volta una ricerca scientifica è riuscita a mostrare che la biopsia liquida basata su un prelievo di sangue potrebbe aiutare a predire la prognosi di questa malattia

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Una biopsia liquida che predice la prognosi del glioblastoma iStock

Il glioblastoma è un tumore al cervello molto aggressivo, con un bassissimo tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi. È inoltre un tumore che può insorgere da più di un difetto genetico/molecolare e quindi in genere necessitare di una combinazione di diverse tipologie di trattamento. Il problema è che con la biopsia classica, che peraltro è invasiva e richiede un intervento neurochirurgico, non si riescono mai a scovare tutte le modifiche genetiche e molecolari alla base del tumore. In genere il paziente deve essere sottoposto anche a più di una biopsia per avere un quadro chiaro della malattia, via via che questa progredisce. Per questo motivo è di fondamentale importanza il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research e condotto presso l'Abramson Cancer Center della University of Pennsylvania: una biopsia liquida (ovvero una biopsia basata su un prelievo di sangue) capace di prognosticare il glioblastoma e anche di personalizzare le terapie, perché contribuisce a svelare i danni genetici e molecolari alla base della malattia. Pur non trattandosi del primo studio di biopsia liquida sul glioblastoma, è il primo a mostrare che la biopsia liquida basata su un prelievo di sangue potrebbe aiutare a predire la prognosi di questa malattia.

La biopsia liquida misura la concentrazione nel sangue di Dna tumorale libero (cioè direttamente circolante nel sangue). Gli esperti hanno anche visto che con la biopsia liquida si può tracciare l'identikit genetico e molecolare del tumore, cioè verificare quali sono i cambiamenti genetici alla base della malattia o anche addirittura individuare aspetti del tumore che potrebbero sfuggire alla classica biopsia invasiva. In questo studio pilota, condotto su 42 pazienti, i ricercatori hanno visto che l'esito del prelievo è predittivo della prognosi del singolo paziente: infatti, le chance di sopravvivenza sono maggiori nei pazienti che presentano meno tracce di Dna libero circolante nel sangue.

Pubblicato il: 04-11-2019
Di:
FONTE : Clinical Cancer Research

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