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Salute Una scoperta che potrebbe portare a nuovi test e farmaci

Un indicatore precoce della schizofrenia è nei capelli

Dallo studio di un team di scienziati giapponesi è emerso che nei capelli si trova una sorta di 'spia' molecolare che permette di scoprire la schizofrenia prima ancora che compaiano le allucinazioni

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Un indicatore precoce della schizofrenia è nei capelli iStock

Una scoperta che potrebbe fare da apripista a nuovi farmaci e test per la diagnosi precoce della schizofrenia è stata recentemente pubblicata sulla rivista Embo Molecular Medicine dai ricercatori del giapponese Riken Center for Brain Science. Dallo studio del team di scienziati è emerso che  nei capelli si trova una sorta di 'spia' molecolare che permette di scoprire la schizofrenia prima ancora che compaiano le allucinazioni: si tratta dell'enzima Mpst, la cui presenza ad alti livelli testimonierebbe di un'alterazione biochimica del cervello che sembra insorgere nelle prime fasi dello sviluppo in risposta a uno stress infiammatorio. 

Grazie allo studio si è evidenziato, per la prima volta, che l'alta sensibilità ai rumori di cui soffrono i malati di schizofrenia è dovuta all'eccessiva presenza nel cervello dell'enzima Mpst, il quale produce grandi quantità di una molecola antiossidante: l'idrogeno solforato. La scoperta, fatta nei topi di laboratorio, ha trovato conferma anche nell'analisi post-mortem del cervello di alcuni pazienti messi a confronto con persone sane.

Ritenendo quindi che Mpst potesse assumere il ruolo di marcatore della malattia, i ricercatori hanno provato a quantificarne l'espressione nei follicoli piliferi di 150 persone colpite da schizofrenia, scoprendo che essa  risulta effettivamente aumentata rispetto alla norma. I dati ottenuti indicano che lo stress provocato dall'eccesso di idrogeno solforato potrebbe non essere alla base di tutti i casi di schizofrenia, ma apre comunque alla possibilità di sviluppare un test del capello per arrivare a una diagnosi precoce.

Oltre a ciò, dato che attualmente circa il 30% dei pazienti con schizofrenia è resistente alla terapia con antagonisti dei recettori D2 della dopamina, i risultati dello studio offrono anche un nuovo paradigma per sviluppare farmaci; pertanto i ricercatori stanno già  verificando - al momento su topi di laboratorio - se l'inibizione della sintesi di idrogeno solfuro può alleviare i sintomi della schizofrenia. 

Pubblicato il: 31-10-2019
Di:
FONTE : Embo Molecular Medicine

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