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Salute Diversa resistenza dei batteri rispetto ai nostri attacchi

In ospedale o in natura i batteri si difendono diversamente

I batteri che capita proliferino negli ospedali, diversamente da quelli presenti in natura, sviluppano una diversa forma di resistenza ai fagi, che sono i virus che vengono impiegati come arma contro di essi

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In ospedale o in natura i batteri si difendono diversamente iStock

Secondo un recente studio, pubblicato su Nature ed effettuato da un team di ricercatori dell'Università di Exeter (Regno Unito), i batteri che capita proliferino negli ospedali sviluppano una diversa forma di resistenza ai fagi, che sono i virus che vengono impiegati come arma contro di essi: questa immunità potenziata permette loro di resistere all'attacco virale senza perdere la propria carica infettiva.

Stando alla ricerca, che ha preso in esame il fenomeno su alcune popolazioni di Pseudomonas aeruginosa, la resistenza ai fagi prende strade differenti, in laboratorio e negli ambienti esterni. Nel più asettico contesto ospedaliero, ad esempio, generazioni successive di batteri tendono a diventare immuni ai fagi che li attaccano grazie alla perdita di un recettore essenziale al quale i virus di solito si legano. In natura, invece, la maggiore complessità dell'ambiente circostante spinge i batteri a sviluppare una forma diversa di immunità, basata sulla CRISPR - la stessa tecnica che la scienza ha imparato a sfruttare per apportare modifiche mirate al DNA: in sostanza, i batteri conservano una sorta di memoria genetica dei virus batteriofagi che li hanno in precedenza attaccati, memoria che sfruttano per creare ‘enzimi-forbici’ capaci di distruggere i fagi.

I ricercatori hanno pertanto provato a ricreare in laboratorio la complessità tipica di un ambiente ospedaliero, introducendo, accanto ai batteri Pseudomonas aeruginosa, patogeni di diversa specie. Nel nuovo habitat i batteri di laboratorio hanno sviluppato, come meccanismo di difesa, la CRISPR, e non la perdita del recettore caro ai fagi. Hanno cioè optato per la strategia difensiva dei batteri presenti in natura, perché restare senza un recettore li avrebbe resi meno competitivi e virulenti rispetto alle altre specie introdotte dagli scienziati. 

Obiettivo dello studio studio era dimostrare che l'esito della battaglia tra batteri e fagi può essere pilotato alterando le condizioni dell'habitat in cui questa lotta avviene. E anche che, per studiare in modo più affidabile e veritiero la possibile evoluzione di un patogeno infettivo, occorre riprodurre il più possibile la complessità dell'ecosistema in cui esso opera.

Pubblicato il: 28-10-2019
Di:
FONTE : Nature

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