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Salute In Italia solo il 60% delle donne viene ricostruita

BRA Day, tornare come prima dopo un tumore al seno si può

Il 16 ottobre, in occasione della giornata dedicata alla consapevolezza della ricostruzione mammaria, negli ospedali si organizzano visite gratuite e conferenze aperte al pubblico

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BRA Day, tornare come prima dopo un tumore al seno si può iStock

Recuperare l'integrità fisica dopo un tumore al seno, per superare veramente la malattia, cancellandone i segni che ha lasciato sul corpo. Tutto questo è possibile grazie alla ricostruzione mammaria, tema al centro del BRA Day (Breast Reconstruction Awarness Day), giornata internazionale per la consapevolezza delle ricostruzione mammaria, istituita nel 2011, che quest'anno si celebra il 16 ottobre.

«Il BRA Day è un'occasione importante per informare e sensibilizzare su quest'opportunità ancora poco conosciuta e sfruttata in Italia - dice Francesco D'Andrea, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica SICPRE, l'unica società di chirurgia plastica riconosciuta dal Ministero della Salute – . Per questo abbiamo pubblicato sul sito della SICPRE tutti gli eventi organizzati dai nostri soci il16 ottobre e nei giorni seguenti, per aumentarne la diffusione e la possibilità di partecipare».

Si tratta di incontri con i medici, visite gratuite, ma anche di sfilate di moda in cui le modelle sono pazienti ricostruite. Nelle principali città italiane, le donne avranno così la possibilità di informarsi su questa opportunità, quanto mai importante considerando l'incidenza del tumore al seno, che in base ai dati della Lilt colpisce una donna su 8 nel corso della vita. «Secondo le nostre stime, solo il 60% delle donne operate per tumore al seno viene sottoposto alla ricostruzione, un intervento eseguito a carico del Servizio Sanitario nazionale a cui ogni paziente ha diritto». Ma spesso, appunto, non lo sa, come non sa a chi rivolgersi.

La ricostruzione non è tutta uguale

«L'ideale è rivolgersi alle Breast Unit, centri multidisciplinari in cui operano tutti gli specialisti coinvolti nella cura del tumore mammario: dai senologi, ai radiologi, ai chirurghi plastici – dice ancora D'Andrea -. Le Breast Unit sono state costituite in Italia su base territoriale, in recepimento di una legge europea. Questo vuol dire che non c'è una Breast Unit in ogni ospedale, ma nelle Breast Unit operano i chirurghi plastici più preparati e più esperti nella ricostruzione mammaria, un aspetto fondamentale considerando a quante tecniche e a quanti dispositivi si può attingere per ripristinare forma e simmetria». Il primo suggerimento, quindi, è proprio quello di non fermarsi al primo, magari piccolo ospedale, ma di cercare sul territorio questi centri specializzati e dedicati. «In mani esperte – dice ancora D'Andrea – la ricostruzione mammaria avviene nella stragrande maggioranza dei casi nella stessa seduta operatoria in cui si asporta il tumore. Questo vuol dire che alla paziente vengono risparmiati sia l'esperienza della mutilazione, sia lo stress fisico e psicologico di un secondo intervento, aspetti entrambi di grande importanza».

Una possibilità da scegliere liberamente

Ovviamente, sottoporsi alla ricostruzione mammaria non è un obbligo, ma una possibilità.

«Nell'esperienza di noi chirurghi plastici la ricostruzione è il passo che consente veramente alle donne di superare la malattia. Recuperando l'integrità corporea, per la donna è più facile sentirsi come prima, sana: una condizione psicologica importante per vivere con maggiore serenità e benessere».

I numeri del tumore al seno

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 50.000 nuovi casi di tumore al seno, numero che fa del tumore al seno la neoplasia più diffusa nella popolazione femminile. Anche se il trend di incidenza tra il 2003 e il 2018 è in leggero aumento (+0,3% per anno) cala in maniera significativa la mortalità (-0,8% per anno). E l'87% delle donne è vivo a 5 anni.

Pubblicato il: 15-10-2019
Di:
FONTE : SICPRE

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