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Salute Smettere di fumare fa sempre bene, ma…

Se smetti di fumare serviranno 25 anni per guarire del tutto

Da un recente studio, pubblicato sul Journal of American Medical Association, emerge che se si smette di fumare i benefici sono rilevabili da subito, ma per un pieno recupero serve un tempo lungo: si parla infatti di circa 25 anni

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Se smetti di fumare serviranno 25 anni per guarire del tutto iStock

Il fumo favorisce le malattie cardiovascolari con diversi meccanismi: riduce la quantità di ossigeno che arriva al cuore, aumenta la pressione sanguigna e il battito cardiaco, danneggia la parete interna dei vasi sanguigni, favorisce la vasocostrizione o gli spasmi delle arterie, accresce la probabilità di sviluppare placche ostruttive e trombi nei vasi sanguigni. Tutto ciò aumenta le probabilità di incorrere in un ictus o in un infarto.

Da un recente studio, pubblicato sul Journal of American Medical Association, emerge che  se si smette di fumare i benefici sono rilevabili da subito, ma per un pieno recupero serve un tempo lungo: secondo Hilary Tindle, responsabile del centro per il trattamento del tabagismo della Vanderbilt University (Nashville) e coordinatrice della ricerca, il ‘dietrofront’ per i fumatori più accaniti può richiedere fino a 25 anni per definirsi completo.

Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno preso in esame i dati del Framingham Study - il più importante lavoro epidemiologico (avviato nel 1948) per stimare il rischio cardiovascolare - al fine di determinare l'effetto della cessazione del fumo sulla probabilità di ammalarsi di cuore. Analizzando le informazioni raccolte tra il 1954 e il 2014 da oltre 8.700 persone, gli esperti hanno valutato quale relazione ci fosse tra la disassuefazione e il rischio di avere un infarto del miocardio, un ictus cerebrale o uno scompenso cardiaco; ed, eventualmente, di morire a causa di queste condizioni. I dati raccolti sono stati poi confrontati con quelli rilevati nelle persone che, nello stesso periodo, avevano continuato a fumare.

Ebbene, oltre a confermare il netto divario che c'è tra le probabilità che accompagnano i membri dei due gruppi, i risultati hanno confermato la possibilità di ridurre progressivamente il rischio cardiovascolare, fino a farlo combaciare con quello di una persona mai entrata a contatto con il fumo di sigaretta. Chi ha alle spalle almeno un ventennio di fumo, caratterizzato dal consumo di 15-20 sigarette al giorno, può quasi dimezzare (-39%) il rischio di ammalarsi di cuore nei cinque anni che seguono l'ultima sigaretta: segno che i benefici sono subito rilevabili, nel breve termine. Purtroppo, però, per arrivare ad avere cuore, arterie e vene simili a quelle di un non fumatore occorre rimanere a distanza dal fumo (almeno) per un periodo compreso tra 10 e 25 anni.

Pubblicato il: 01-10-2019
Di:
FONTE : Journal of American Medical Association

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