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Salute Un nuovo duplice trattamento nella lotta contro l'Aids

LASER ART più CRISPR per debellare l'Aids

Grazie al connubio di due tecniche all'avanguardia, quali CRISPR e LASER ART, un team di ricercatori americani è riuscito a far scomparire definitivamente il virus dell'Aids da alcuni topi infetti

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LASER ART più CRISPR per debellare l'Aids iStock

Come si sa, una cura definitiva contro l’Aids (sindrome da immunodeficienza acquisita), in grado di eliminare il virus dall'organismo e di impedirne la trasmissione, ancora non esiste.  Tuttavia, un passo avanti in questa direzione è stato compiuto da un team di ricercatori di alcune università americane: grazie alla ormai famosa tecnica di editing genomico denominata CRISPR, gli scienziati sono riusciti a far scomparire il virus dell'Aids da alcuni topi infetti.

La difficoltà di sconfiggere il virus dell’Aids deriva dal fatto che, una volta che ha infettato l’organismo, l’HIV (Human Immunodeficiency Virus) riesce a nascondersi nelle sue cellule, inserendosi nel genoma e rimanendo dormiente ma pronto a riattivarsi. Le terapie antiretrovirali usate oggi impediscono la replicazione del virus, e quindi che si manifestino i segni dell’Aids, ma non riescono ad eliminarlo dall’organismo. 

Una terapia definitiva dovrebbe quindi mirare a questi luoghi di incubazione del virus, che possono essere situati in vari tessuti del corpo, dal midollo spinale al cervello ai linfonodi. Un lavoro di precisione, che sembra uno di quelli tipici per cui possono essere utilizzate le ‘forbici’ della tecnica CRISPR. Nel caso dell’HIV, però, la mossa non può essere diretta, e i ricercatori hanno avuto bisogno di studiare un passaggio aggiuntivo, perché il virus si replica molto velocemente. Per questo motivo, i ricercatori hanno prima pensato di utilizzare la terapia LASER ART (long-acting slow-effective release antiviral therapy), che è una cura antiretrovirale a lento rilascio e lunga durata, per dare alla CRISPR il tempo di agire, ossia di individuare la sequenza bersaglio (il DNA del virus) nelle cellule e di rimuoverla dal resto del DNA in cui è inglobata.

Si tratta, dunque, di un duplice trattamento che, come riporta lo studio pubblicato su Nature Communications, è riuscito a eliminare completamente il virus in 5 topi su 13 geneticamente modificati per sviluppare la malattia. È plausibile pensare che passerà molto tempo prima che si possa pensare di raggiungere lo stesso risultato nell’uomo, ma la prova di principio è stata giudicata comunque molto promettente.

Pubblicato il: 29-08-2019
Di:
FONTE : Nature Communications

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