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Tuttoscienza Un progetto per dichiarare guerra al cancro

Il Predator contro i tumori del colon-retto

Predator è il nome di un progetto di Carmine Carbone che avrà l'obiettivo - come quegli aerei teleguidati utilizzati per il controllo del territorio, da cui prende il nome - di impiegare i linfociti T che, a contatto con il tumore, ne eserciteranno una sorta di controllo

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Il Predator contro i tumori del colon-retto iStock

Si chiama Predator, ed è il progetto di Carmine Carbone - giovane biologo molecolare prestato alla ricerca oncologica presso il Comprehensive Cancer Center del Policlinico Gemelli di Roma. Obiettivo è dichiarare guerra al tumore al colon-retto, combattendolo attraverso l'educazione del sistema immunitario al riconoscimento degli organoidi tumorali. Questo è il proposito di carbone che, con il suo Predator, vuole attaccare quella che è la seconda neoplasia per incidenza in Italia: ogni anno, infatti, nel nostro Paese vengono diagnosticati oltre 50 mila casi di tumore al colon-retto.

Alla base del progetto Predator vi è l’idea di rendere il sistema immunitario del paziente capace di riconoscere il tumore e studiarne i meccanismi di resistenza, in altre parole si tratta di educare il corpo malato a reagire alla presenza della neoplasia e tenerla sotto controllo. Da cui anche il nome del progetto: i Predator sono infatti quegli aerei teleguidati (cioè senza pilota a bordo) utilizzati per il controllo dei territori ostili; nella fattispecie saranno i linfociti T che, a contatto con il tumore, eserciteranno una sorta di controllo.

La ricerca durerà 3 anni e cercherà di capire i meccanismi della resistenza all'immunoterapia, partendo dallo sviluppo di una piattaforma Avatar che conservi le caratteristiche anatomiche e genetiche del tumore in tutti e 4 i suoi sottotipi. Realizzando cioè una sorta di archivio composto da miniaturizzazioni in 3D che mantengono le proprietà dei tessuti originari, prelevati dai pazienti. Vale a dire degli organoidi, delle basi molecolari in vitro che possano essere messe a contatto con le due principali componenti del sistema immunitario coinvolte: i linfociti T, responsabili delle risposte immunitarie del nostro corpo, e i mieloidi soppressori (Mdsc) che, invece, contrastano l'azione anti-tumorale dei linfociti stessi. Il loro contatto determinerà un fenomeno di resistenza che, però, aiuterà nel tentativo di trovare una cura.

Pubblicato il: 27-08-2019
Di:
FONTE : Comprehensive Cancer Center del Policlinico Gemelli di Roma

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