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Salute Ogni anno 140mila italiani vengono colpiti da infarto

Infarto: ogni minuto è prezioso

Nei casi più gravi, ogni 10 minuti di ritardo nei soccorsi il 3% delle persone colpite da infarto perde la vita

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Infarto: ogni minuto è prezioso iStock

Secondo le statistiche sono circa 140mila le persone che ogni anno vengono colpite da infarto nel nostro Paese. Per costoro ogni minuto è prezioso, più di quanto si pensasse fino ad ora: nei casi più gravi, infatti, ogni 10 minuti di ritardo nei soccorsi il 3% delle persone colpite da infarto perde la vita. Se ne è parlato a Matera  in occasione della presentazione della campagna di informazione e sensibilizzazione Ogni minuto conta,  promossa da Il Cuore Siamo Noi - Fondazione Italiana Cuore e Circolazione Onlus, con il patrocinio della Società Italiana di Cardiologia (Sic).

Era già noto da tempo che un intervento di soccorso successivo ai 90 minuti dall'esordio dei sintomi può quadruplicare la mortalità. Dagli ultimi studi è tuttavia emerso  che non esiste un »tempo soglia» che permette di discriminare tra intervento tempestivo o meno. E’ certo però  che la prognosi del paziente peggiore in maniera progressiva all'aumentare del ritardo nell' intervento: per chi giunge in ospedale in condizioni gravissime, per ogni ritardo di 10 minuti si registrano ben 3 morti in più su 100 colpiti da infarto. Insomma, più si indugia maggiore è la quantità di muscolo cardiaco che viene perso, con importanti conseguenze nella qualità di vita.

La campagna Ogni minuto conta si propone due obiettivi fondamentali: migliorare l'organizzazione dei soccorsi ed educare i cittadini a riconoscere rapidamente i sintomi. La manifestazione più tipica dell'infarto è un forte dolore al centro del petto, insorto a riposo e in alcuni casi che si irradia al braccio sinistro o alla mandibola;  dolore che duri per almeno 20 minuti. Spesso Tuttavia l'attacco si presenta in maniera più subdola: come un dolore addominale o nella parte posteriore del torace.

Dopo il primo contatto con i sanitari occorre poi far accedere quanto prima il paziente all'angioplastica, intervento con cui si 'libera' l'arteria ostruita. Per questo è essenziale che i mezzi di soccorso abbiano a bordo un elettrocardiogramma e garantire il trasferimento del paziente nel più breve tempo possibile a centri con una emodinamica, senza passare dal Pronto Soccorso.

Pubblicato il: 16-07-2019
Di:
FONTE : Ogni minuto conta

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