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Salute Una possibilità etica di ottenere una riserva di staminali

Realizzato il primo embrione umano su chip

Compiuto un primo importantissimo passo verso la possibilità di orientare lo sviluppo delle cellule staminali al fine di ottenere tessuti e organi atti a sperimentare farmaci e, magari, impiegabili in futuro per i trapianti

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Realizzato il primo embrione umano su chip iStock

Il primo embrione umano costruito su un chip è un insieme di cellule staminali in grado di auto-organizzarsi mediante una tecnica capace di mimare l'ambiente naturale in cui l'embrione stesso è immerso. A mettere a punto questa incredibile tecnologia, di cui si dà notizia su Nature Methods a firma dell’italiano Andrea Manfrin, è stato un team di ricercatori del Politecnico di Losanna coordinati da Matthias Lutolf. Si tratta del primo importantissimo passo verso la possibilità di orientare lo sviluppo delle cellule staminali al fine di ottenere tessuti e organi atti a sperimentare farmaci e, magari, impiegabili in futuro per i trapianti.

Il sistema elaborato da Lutolf consente di imitare i segnali che l'embrione riceve all'inizio dello sviluppo: una rete di canali sottilissimi entro i quali scorre il fluido contenente i segnali,  chiamati ‘morfogeni’, specializzati nel guidare le prime fasi dello sviluppo embrionale. Questa rete di canali, costruita sul chip, mima con una precisione altissima il modo in cui i segnali arrivano quando l'embrione si trova in quella precoce fase chiamata ‘gastrula’: si tratta del livello di organizzazione che le staminali raggiungono dopo 14 giorni dalla fecondazione, fase nella quale le cellule iniziano ad organizzarsi in tre strati, i cosiddetti ‘foglietti embrionali’, ciascuno dei quali darà origine a tessuti di tipo diverso. 

Questa tecnologia è attualmente la soluzione più efficace per ottenere una riserva di cellule staminali senza incorrere in problemi di natura etica. Il vantaggio che offre è quello di poter seguire da vicino il modo in cui le cellule embrionali si organizzano per formare i tessuti e gli organi, svelando aspetti fino ad ora sconosciuti di questo processo delicatissimo.

Pubblicato il: 04-07-2019
Di:
FONTE : Nature Methods

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