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Salute Ma la diagnosi precoce resta fondamentale

Artrite reumatoide: remissione per il 60% dei pazienti

I dati pubblicati durante il Congresso Europeo di Reumatologia sono confortanti: sebbene ancora inguaribile, se fino a qualche anno fa l'obiettivo era il controllo dei sintomi, oggigiorno la remissione è possibile per la maggioranza dei malati

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Artrite reumatoide: remissione per il 60% dei pazienti iStock

L'artrite reumatoide è una patologia cronica infiammatoria autoimmune che colpisce prevalentemente le articolazioni e, nello specifico, la membrana sinoviale: si tratta di una malattia particolarmente severa ed invalidante per quel che riguarda i danni che produce, per cui a tutt'oggi non esiste una cura, come d'altronde sono ignote le cause della sua insorgenza. Il decorso di questo disturbo varia notevolmente da persona a persona, anche a seconda della tempestività con cui si riconoscono i suoi sintomi, che in genere comprendono dolore, gonfiore, rigidità del movimento: in ogni caso, studi recenti hanno calcolato come l'artrite reumatoide sia responsabile di una perdita di aspettativa di vita che varia tra i 3 e i 12 anni, anche perché a tale condizione è correlato un rischio raddoppiato di soffrire di malattie cardiache. Un esempio recente di persona scomparsa proprio a causa di questa patologia è Anna Marchesini, amata e compianta attrice teatrale. 

Tuttavia le speranze per i circa 400 mila italiani che soffrono arriva da Madrid, dove recentemente si è tenuto il Congresso Europeo di Reumatologia. Nel corso di questo evento è stato spiegato come l'artrite reumatoide, sebbene rappresenti ancora una patologia incurabile, è comunque potenzialmente gestibile, anche grazie ai progressi della ricerca scientifica: se prima la strategia principale era quella del controllo dei sintomi, ora si è arrivati ad un 60% di pazienti che presenta addirittura una remissione della malattia. Fondamentale in questo senso è, come detto in precedenza, la diagnosi precoce e tempestiva, per mezzo della quale iniziare sin dagli esordi a somministrare le terapie necessarie. 

Si tratta di un'ottima notizia, perché significa migliorare la qualità di vita del malato permettendogli al contempo di ridurre gli altissimi costi economici che l'artrite reumatoide comporta in termini di perdite di giornate di lavoro, uso di risorse sanitarie, rischio di ansia e depressione. Ciò nonostante, non tutto è oro quel che luccica. Sebbene infatti per la maggioranza dei pazienti l'obiettivo della remissione è oggigiorno perseguibile, ancora un terzo di essi sono soggetti a ricadute: inoltre, se con una diagnosi tempestiva la percentuale di remissione si attesta intorno al 60%, se la patologia non viene trattata entro i primi due anni dalla manifestazione dei primi sintomi tale probabilità si abbassa notevolmente, oscillando tra il 10% e il 33%. 
 

Pubblicato il: 27-06-2019
Di:
FONTE : Congresso Europeo di Reumatologia

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