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Salute Una patologia molto aggressiva e di difficile soluzione

Nuove speranze per la cura del carcinoma mammario avanzato

Nel corso del convegno della Società Americana di Oncologia che si tiene in questi giorni a Chicago è stato evidenziato come l'utilizzo di una molecola denominata ribociclib in combinazione con la terapia standard aumenterebbe notevolmente i tassi di sopravvivenza soprattutto tra le più giovani

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Il tumore alla mammella risulta in assoluto la neoplasia più frequente per tutte le donne di qualsiasi fascia d'età, rappresentando da solo circa il 29% della casistica di neoplasie che colpiscono i soggetti di sesso femminile. Nonostante oramai l'attenzione molto alta nei confronti dell'importanza della prevenzione, cosa che le distingue in maniera positiva rispetto ai maschietti, meno propensi ad avere atteggiamenti che favoriscano la diagnosi precoce di certe problematiche, si tratta di una patologia che sfortunatamente risulta piuttosto frequente anche tra le più giovani. Nonostante infatti il carcinoma mammario colpisca in maniera molto maggiore le donne di età maggiore di 50 anni, ultimamente risulta in crescita la casistica relativa alle under-50. 

Tuttavia, per queste ultime, arrivano buone notizie dal fronte della ricerca scientifica: secondo uno studio presentato nel corso dell'ASCO, il principale convegno della Società Americana di Oncologia che si tiene in questi giorni a Chicago, aumentano infatti le speranze per le donne con tumore al seno avanzato tra i 20 e i 39 anni. Tali speranze sono legate all'utilizzo in particolare di una molecola, denominata ribociclib, che aggiunta in combinazione alla terapia endocrina standard starebbe ottenendo grandi risultati. Secondo quanto pubblicato in questi giorni dalla rivista specializzata New England Journal of Medicine, delle 672 pazienti che hanno preso parte a questo studio il tasso di sopravvivenza si attestava sul 70% a 42 mesi dall'inizio di questo innovativo trattamento: una percentuale molto superiore rispetto a chi segue semplicemente la terapia standard, che si ferma al 46%. 

D'altronde il cancro al seno avanzato risulta estremamente aggressivo per chiunque ne soffre: e pur essendo una minoranza, secondo i dati in possesso della Breast Unit del Policlinico San Martino di Genova sarebbero comunque 3,700 le giovani pazienti italiane tra i 40 e i 49 anni che presentano questo tipo di malattia. Il ribociclib è una molecola che si è dimostrata molto adatta al trattamento di questo tipo di carcinoma, e pur continuando ad essere complicata la guarigione il suo utilizzo ha dimostrato di poter essere molto indicato per raggiungere quanto meno lo scopo di cronicizzare il tumore. 
 

Pubblicato il: 04-06-2019
Di:
FONTE : New England Journal of Medicine, ASCO

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