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Salute Non solo una mera questione di comfort

La temperatura condiziona le capacità cognitive della donna

Secondo uno studio pubblicato su Plos One, le professioniste sarebbero più influenzate dal clima rispetto ai colleghi maschi: inoltre, se questi ultimi danno il meglio col freddo, le prime sarebbero invece avvantaggiate da una temperatura più mite

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La temperatura condiziona le capacità cognitive della donna iStock

Il fatto che le donne patiscano maggiormente i climi freddi rispetto agli uomini non è solo un luogo comune che emerge con grande chiarezza laddove, coi primi caldi, lui vorrebbe accendere l'aria condizionata mentre lei preferisce rimanere a temperatura ambiente: tale differenza di genere ha basi scientifiche e biologiche. Non molto tempo fa l'Università di Portsmouth aveva provato a fare luce su questa caratteristica, arrivando a puntare il dito contro gli ormoni che regolano la termoregolazione, il metabolismo e la distribuzione del grasso corporeo del gentil sesso, tanto che il clima ideale per le fanciulle risulterebbe intorno ai 25°, tre gradi in più rispetto ai maschietti. 

Se all'interno della coppia questa discrepanza solitamente non causa alcun tipo di crisi, con l'uomo più propenso ad adeguarsi per ragioni di cavalleria, in ambito lavorativo la battaglia del termostato risulta molto più accesa e complicata. Il ritardo con cui la bella stagione si sta approssimando ha finora nascosto il problema, ma ben presto l'arrivo di un'altra estate riporterà il tema d'attualità. Ebbene, impiegate e professioniste in genere d'ora in poi avranno una ragione in più per averla vinta anche all'interno degli uffici: una ragione scientifica, gentilmente offerta dai ricercatori della University of Southern California, che hanno condotto uno studio assieme ai colleghi della WZB Berlin Social Science Center.

La sperimentazione, pubblicata sulla rivista specializzata Plos One, ha dimostrato come non sia solo una questione di comfort: le donne che lavorano a temperature troppo basse avrebbero una diminuzione delle performance cognitive, con conseguente ripercussione sulla produttività. Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno preso in considerazione le prestazioni di circa 500 studenti di 24 anni, che sono stati sottoposti a dei test mentre il clima dell'aula in cui si svolgeva lo studio variava tra i 16° e i 32°. Da un lato è stato confermato che le ragazze avevano performance migliori quando la temperatura saliva, mentre i ragazzi si trovavano più a loro agio mano a mano che il freddo aumentava. Non solo: i soggetti di sesso femminile risultavano maggiormente influenzati da questo tipo di variabile ambientale rispetto ai maschi. Dunque la temperatura in ufficio per le donne non sarebbe solo una mera questione di comfort: per ottenere il meglio dalle lavoratrici è bene evitare soffi di aria condizionata troppo rigidi. 
 

Pubblicato il: 30-05-2019
Di:
FONTE : University of Southern California, Plos One

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