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Salute Le sue cause sono ancora oggetto di studi

Giornata della Fibromialgia: 3 milioni di italiani colpiti

La malattia invisibile causa una forte diminuzione della qualità di vita: colpisce soprattutto le donne tra i 25 e i 55 anni, e a tutt'oggi non esiste ancora una cura definitiva

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Giornata della Fibromialgia: 3 milioni di italiani colpiti iStock

La fibromialgia è un disturbo caratterizzato da un aumento della tensione muscolare, fattore che causa dolore spesso cronico anche a livello di tendini e legamenti: risulta sovente associata ad altre condizioni quali eccessiva affaticabilità, disturbi cognitivi, insonnia, ansia e depressione. Questi ultimi problemi, in particolare, trovano origine non solo a livello fisico, per colpa di un calo di serotonina, ma anche psicologico. Il dolore cronico infatti fiacca l'umore del paziente: e il fatto che sia stata considerata per anni una sorta di malattia invisibile, dalla diagnosi complicata e dalle caratteristiche cliniche controverse, non aiuta a migliorare la situazione. 

Ciò nonostante, seppur difficile da scoprire, la fibromialgia colpisce ben 3 milioni di italiani tra i 25 e i 55 anni, secondo i dati pubblicati proprio in occasione della Giornata Mondiale di questa patologia, tenutasi domenica 12 maggio. L'evento, che ha vissuto momenti in varie città italiane organizzati dall'Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica, è stato ideato proprio per sensibilizzare la popolazione sui problemi relativi a questa condizione, e per spingere la ricerca a continuare gli sforzi volti ad investigarne le cause, fino ad oggi ancora poco note. Inoltre il Comitato Fibromialgici Uniti procede nella sua lotta per inserire la malattia tra quelle che prevedono livelli essenziali di assistenza, di modo che chi ne soffre possa vedersi riconosciuti diritti tra cui la copertura delle spese mediche ed esami diagnostici.

D'altronde non c'è dubbio che la fibromialgia rappresenti una patologia fortemente invalidante: i malati sono limitati dal dolore cronico sia nelle performance lavorative che nelle faccende quotidiane, aspetti che determinano un inevitabile calo della qualità di vita. La soglia del dolore dei pazienti, quasi tutte donne, è generalmente più bassa rispetto alla media, a causa dell'aumento della sensibilità encefalica. A peggiorare le cose il fatto che a tutt'oggi non esista una cura definitiva, ma solo trattamenti a base di analgesici e antidepressivi che mirino a tenerne sotto controllo i sintomi.

Pubblicato il: 13-05-2019
Di:
FONTE : Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica

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