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Acufeni: come può essere d'aiuto la psicologia

Quali sono le cause principali e perché è importante la terapia psicologica.

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Acufeni: come può essere d'aiuto la psicologia iStock

Gli acufeni sono dei rumori fastidiosissimi localizzati all’interno di un orecchio o di entrambe e che spesso si manifestano con dei ronzii o fischi. Si tratta di un problema difficile da trattare e soprattutto è soggettivo, nel senso che solo il paziente interessato percepisce questo fastidio. Solo in rari casi il rumore si sente anche dall’esterno. L’acufene può colpire a tutte le età, anche se spesso è collegato all’invecchiamento dell’orecchio. Le cause degli acufeni sono molteplici ma è possibile prevenirli soprattutto con una dieta e uno stile di vita sano. Al di là dell’aspetto medico, abbiamo voluto intervistare il Dott. Tacchini, psicologo e collaboratore del comitato di Guidapsicologi.it, il quale sostiene che una terapia psicologica può essere d’aiuto per aiutare concretamente i soggetti affetti da acufeni. Da anni il dottore utilizza una terapia del suono, il metodo Tomatis.

Dott. Tacchini, di che cosa si tratta esattamente?

«Il metodo Tomatis, conosciuto più scientificamente come Audio-Psico-Fonologia e anche come rieducazione dell’Ascolto, è un metodo psico-fisiologico e neuro-fisiologico che utilizza il canale uditivo. Fu inventato dal prof. Alfred Tomatis (1920-2001) nato a Nizza,  medico ORL, audiologo, foniatra, e poi psicologo, scienziato e ricercatore. È stato messo a disposizione del pubblico agli inizi degli anni ’60, dopo anni di ricerche, dal medico francese. Non è una musicoterapia, perché utilizza musica alterata elettronicamente mediante filtrazione (cioè soppressione di fasce di suoni) ed oscillazioni (cioè variazioni frequenti ed improvvise di tonalità). Inoltre questi effetti sono personalizzati per ogni soggetto, sulla base di un test d’ascolto più approfondito di un esame audiometrico, che chiamerei test psico-audiometrico. Lo scopo iniziale del Metodo era di creare una stimolazione per i cantanti che avevano subito un danno uditivo per il troppo cantare. Presto però Tomatis si rese conto che la sua invenzione aveva una serie molto ampia di effetti positivi. Ne riassumo i principali.

Azione terapeutica verso i disturbi del comportamento, apprendimento e motricità in età evolutiva; ritardo mentale; disturbi del linguaggio, disturbi dell’attenzione.

Per gli adulti: disturbi d’ansia, stress, insonnia, depressione. Miglioramento della concentrazione e della memoria nello studio. Potenziamento del benessere psico-fisico e nei disturbi psicosomatici. Disturbi del sistema uditivo.»

Come può essere d’aiuto la psicologia ai pazienti che soffrono di acufene?

«La psicologia può lavorare per ridurre l’ansia e il senso di impotenza, sostenendo empaticamente il soggetto.  Può aiutare a distogliere l’attenzione dal sintomo (acufene) fastidioso, mediante tecniche psicofisiologiche come la TRT (tinnitus retraining therapy). Può migliorare il benessere e la capacità di rilassamento, ad esempio con la Mindfulness. Può indirizzare subito verso le terapie migliori, come la TRT o il Tomatis a livello psico-audiologico, evitando frustrazioni e perdite di tempo. Può aiutare a rielaborare un nuovo progetto di vita

Quali sono le cause principali?

«Le cause sono infinite. a) Quasi tutti i medicinali possono indurre ototossicità e conseguente acufene. b) Un numero enorme di malattie: diabete, ipertensione, sindrome metabolica, disturbi neurologici, e molte altre. c) l’invecchiamento dell’orecchio. Una dieta sbilanciata o non ben personalizzata (vegetarianismo, veganismo), a causa della carenza di micronutrienti e vitamine (B12, omega 3, magnesio, manganese ma non solo) in presenza di una debolezza genetica può indurre ipoacusia e acufene a causa di un invecchiamento precoce delle strutture uditive, a quel punto difficilmente curabile. d) Debolezza genetica.»

Che cosa consiglia per prevenire questo disturbo?

«Tutto e niente. Vanno evitati tutti i traumi acustici (esplosioni, discoteca, rumori dovuti all’attività professionale) se necessario proteggendosi con delle cuffie. Si deve cercare di mantenere l’organismo sano, curando tutti i disturbi associati. Occorre seguire una dieta bilanciata, aiutandosi anche con integratori di alta qualità, prescritti preferibilmente da un medico nutrizionista o funzionale. Quando ormai il disturbo è insorto gli integratori hanno effetti positivi ma limitati.»

Questo disturbo colpisce una particolare fascia di età?

«Può colpire ogni età, difficilmente i bambini. Tuttavia, essendo spesso legato all’invecchiamento dell’orecchio con conseguente ipoacusia, è più frequente nella seconda metà della vita e negli anziani.»

Pubblicato il: 29-04-2019
Di:
FONTE : Intervista

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