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Salute Un fenomeno legato a disturbi come la schizofrenia

Le allucinazioni nascono quando il cervello improvvisa

Secondo un recente studio, le allucinazioni visive non sono, come ci si potrebbe aspettare, il risultato di neuroni iperattivi, bensì di una diminuzione dell'attività nella corteccia visiva

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Le allucinazioni nascono quando il cervello improvvisa iStock

L’allucinazione è quel fenomeno psichico in cui il soggetto percepisce come reale ciò che in realtà è solo immaginario. Si tratta di un’esperienza da non ridurre semplicemente all’utilizzo di sostanze stupefacenti, è infatti anche conseguenza di gravi disturbi come la schizofrenia: comprendere come e perché le allucinazioni si formino - aspetto ancora piuttosto oscuro per il mondo scientifico - può dunque essere fondamentale per aiutare chi ne soffre. Secondo un recente studio, pubblicato su Cell Reports ed effettuato da un team di ricercatori dell’Università dell’Oregon, le allucinazioni visive sembrano nascere a seguito di una riduzione e di una alterazione delle comunicazioni tra i neuroni della corteccia visiva.

Per giungere a questa conclusione gli scienziati americani hanno somministrato ad alcuni topi di laboratorio un potente allucinogeno, simile per effetti all’Lsd, al fine di osservare quali alterazioni producesse la sostanza nel loro cervello. Dopo aver posto i roditori, già in preda a stati allucinatori, di fronte ad uno schermo su cui scorrevano delle immagini, i ricercatori hanno monitorato ciò che avveniva nel loro cervello. E’ emersa così un’alterazione nelle tempistiche con cui i neuroni dei topi si attivavano in risposta agli stimoli visivi ricevuti dalle immagini. Contemporaneamente a ciò si evidenziava una generale diminuzione dell’attività della corteccia visiva primaria, l’area dove avviene la prima elaborazione delle informazioni trasmesse al cervello dagli occhi.

I risultati sembrano dunque indicare che le allucinazioni visive emergerebbero quando il cervello presta meno attenzione agli input ricevuti dall’ambiente, compensando la risultante mancanza di informazioni aumentando il lavoro di interpretazione più propriamente cognitivo, riempiendo eventuali vuoti percettivi basandosi su esperienze e aspettative pregresse. In sostanza, quando le informazioni ricevute dall’ambiente sono insufficienti il cervello può decidere di ‘fare da sé’. Le allucinazioni visive, pertanto, non sono, come ci si potrebbe aspettare, il risultato di neuroni iperattivi, o di errori nello scambio di segnali neurali, bensì di una diminuzione dell’attività nella corteccia visiva.

Del resto esperienze molto simili alle allucinazioni sono i sogni, così vividi pur in mancanza di qualunque input sensoriale, o le immagini che iniziano ad apparire nel campo visivo quando ci si trova per lungo tempo al buio.

Pubblicato il: 02-04-2019
Di:
FONTE : Cell Reports

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