Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Escherichia coli e vibrioni rinvenuti nelle microplastiche

Le microplastiche sono veicoli per i batteri

I microrganismi patogeni che vivono negli scarichi fognari o nei liquami di allevamento possono utilizzare proprio le microplastiche che abitano i nostri mari per spostarsi da un luogo all'altro del pianeta

3.67 di 5

Microplastiche è il nome che è stato dato a quelle particelle di plastica che inquinano i nostri mari e oceani. Si chiamano così perché sono molto piccole: il loro diametro è infatti compreso tra i 330 micrometri e i 5 millimetri. La loro pericolosità per la salute dell’uomo e dell’ambiente è dimostrata da diversi studi scientifici: da uno di questi, effettuato dalla scozzese University of Stirling e pubblicato sul Marine Pollution Bulletin, è emerso che i microrganismi patogeni che vivono negli scarichi fognari o nei liquami di allevamento possono utilizzare proprio le microplastiche che abitano i nostri mari per spostarsi da un luogo all’altro del pianeta.

Dalla ricerca è risultato infatti che il 45% delle microplastiche raccolte sulle spiagge dell'East Lothian, in Scozia, era contaminato da Escherichia coli: un batterio che può causare infezioni e crampi addominali, nausea e diarrea, e che è un indicatore di contaminazione fognaria delle acque (perché risiede nell'intestino umano). Il 90% di queste microplastiche ospitava invece batteri del genere Vibrio, che sono all'origine di gastroenteriti.

La plastica su cui viaggiano questi batteri offre loro protezione da condizioni che di norma li ucciderebbero, come i raggi UV. Inoltre, farsi trasportare da un supporto che impiega secoli a degradarsi garantisce la possibilità di spostarsi su lunghe distanze: l'E. coli resiste da due a quattro settimane nell'acqua, i vibrioni qualche mese.

Anche se i ricercatori hanno testato la presenza di due soli batteri lo stesso fenomeno potrebbe verificarsi anche con altri patogeni. Ad esempio queste microplastiche potrebbero veicolare il batterio del colera proveniente da feci e alimenti contaminati; partendo da Paesi in cui è molto diffuso (come l'India), per giungere in luoghi dove lo è meno. Le stesse microplastiche possono accogliere virus come il rotavirus o il norovirus, responsabili di infezioni gastrointestinali.

Pubblicato il: 22-03-2019
Di:
FONTE : Marine Pollution Bulletin

© 2019 sanihelp.it. All rights reserved.