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Il design che giova alla salute

La quinta edizione del workshop MinD – Mad in Design, tra design e psichiatria, che si chiude oggi, parla in maniera originale di inclusione sociale

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Il design che giova alla salute MinD

Riprogettare  un’area verde all’interno del quartiere Borgo San Paolo di Torino, attraverso 6 progetti allestiti con un’idea di abitare che sappia accettare e accogliere la fragilità.

È questo lo scopo della quinta edizione del workshop MinD – Mad in Design: 80 persone provenienti da tutta Italia, tra studenti universitari, utenti seguiti dai servizi di salute mentale, designer, architetti, artisti e personale socio sanitario hanno vissuto un’esperienza di progettazione partecipata e inclusiva sul tema dello spazio pubblico nei luoghi del disagio mentale, per far nascere nuove idee per un abitare inclusivo, capace di rispondere alle esigenze di una società più giusta e coesa.

L’evento che si chiude oggi 11 marzo e che ha preso l’avvio il 7 marzo, costituisce uno spazio culturale, di formazione, di lavoro e inclusione sociale, che si articola in una serie di workshop e altri eventi collaterali, in cui si sperimenta un approccio inclusivo e multidisciplinare al progetto dei luoghi del disagio mentale.

Nasce nel 2014 da un’idea degli architetti Giulia Mezzalama e Sandra Poletto e della psicologa Elena Varini, ed è promosso da Camplus, rete internazionale di collegi universitari di merito, con Blu Acqua, società attiva nell’ambito della residenzialità psichiatrica, con il sostegno della Compagnia di San Paolo e la collaborazione di istituzioni universitarie, enti e aziende.

Attraverso la partecipazione diretta di persone seguite dai servizi di salute mentale, MinD è il luogo dove sperimentare e verificare i risultati anche clinici di una cultura del design intesa come processo creativo.

La dimensione partecipante del design lo rende un efficace strumento di inclusione sociale, generatore di relazioni mirate a valorizzare l’altro, e prezioso alleato della strategia riabilitativa. MinD nasce per offrire alle giovani generazioni una visione del loro futuro professionale più vicina ai bisogni della società, libera e priva di pregiudizi, e per offrire alle persone ai margini un’occasione per uscire da posizioni di isolamento, valorizzando le proprie risorse.

Nella giornata conclusiva di questa edizione, alle ore 11 al Camplus Lingotto di Torino, saranno presentati i 6 progetti di rigenerazione nati durante queste giornate di intenso lavoro. «Pensiamo che proprio attraverso un processo di progettazione inclusiva, grazie alla collaborazione con enti, soggetti e istituzioni, possano porsi le basi per avviare dinamiche di rigenerazione urbana e nuova inclusione sociale» ha dichiarato l’architetto Giulia Mezzalama, coordinatore di MinD.

Pubblicato il: 11-03-2019
Di:
FONTE : Redazione -Comunicato stampa

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