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Salute Uno studio effettuato grazie alla placenta su chip

La caffeina assunta dalla madre sembra passare al feto

Stando a quanto emerso da un recente studio la placenta non è in grado di trattenere la caffeina che, pertanto, riesce a passare al feto, il quale però non possiede gli enzimi per processare tale sostanza

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La caffeina assunta dalla madre sembra passare al feto iStock

Durante la gravidanza il feto, all’interno del grembo materno, è circondato dalla placenta: un vero e proprio organo deputato agli scambi metabolici tra madre e figlio. In altre parole la placenta ha il compito di far passare o filtrare farmaci e altre sostanze, consentendo oppure ostacolando il loro passaggio nel sangue del bambino. Tradizionalmente gli studi scientifici su quest’organo sono effettuati su modelli animali e, pertanto, non sono particolarmente affidabili, in quanto distanti dalla versione umana. Da alcuni anni, fortunatamente, si può ricorrere alla placente su chip: una piattaforma ricostruita a scopo di ricerca che comprende uno strato di cellule materne prese da una vera placenta e uno di cellule fetali prelevate da campioni di cordone ombelicale; i due agglomerati di cellule sono separati da una sottile membrana che imita la barriera placentare.

Data questa premessa, giungiamo ora al punto: recentemente, alcuni ricercatori della statunitense Iowa State University hanno studiato gli effetti del caffè sul feto, sottoponendo la placenta su chip al passaggio di caffeina, presente non solo in alimenti e bevande ma anche in alcuni farmaci da banco. E’ infatti importante capire quanta caffeina, di quella assunta dalla madre, possa arrivare al feto; dato che quest’ultimo non è dotato degli enzimi necessari a processare questa sostanza.

Durante gli esperimenti i ricercatori hanno aggiunto caffeina al lato materno della placenta su chip, e hanno monitorato quanta ne transitava dalla parte opposta durante le sette ore e mezza successive. Hanno iniziato con una concentrazione di 0,25 milligrammi per millimetro. Dopo sei ore e mezza il livello era sceso, nel lato materno, a poco più di 0,15 milligrammi per millimetro. Dopo cinque ore sul lato del feto si è registrata una concentrazione di 0,0033 milligrammi per millimetro: una piccola parte di caffeina era, pertanto, riuscita a filtrare attraverso la placenta. Indubbiamente occorreranno ulteriori e più precise verifiche per capire se quanto osservato si presenti anche in una gravidanza reale, ma quanto già emerso è sicuramente di rilevante interesse.

Pubblicato il: 04-03-2019
Di:
FONTE : Iowa State University

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