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Salute Nuove prospettiva di trattamento del diabete

Riprogrammare cellule per far produrre loro insulina

Per la prima volta un gruppo di ricercatori è riuscito a indurre la produzione di insulina in due gruppi di cellule del pancreas originariamente non programmate per svolgere questo compito

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Riprogrammare cellule per far produrre loro insulina iStock

In un recente studio, pubblicato su Nature ed effettuato da un team di ricercatori dell’Università di Ginevra, si è riusciti, per la prima volta, a indurre la produzione di insulina in due gruppi di cellule del pancreas originariamente non programmate per svolgere questo compito. Nell’uomo, il pancreas è formato da diversi tipi di cellule endrocrine - raggruppate in piccoli agglomerati chiamati ‘isole di Langerhans’ - le quali hanno il compito di secernere ormoni di diversa natura, ma tutti aventi il compito di regolare i livelli di zucchero nel sangue. Le cellule beta, ad esempio, sono incaricate della produzione di insulina: l'ormone che favorisce l'assorbimento di zucchero in tutte le cellule del corpo umano. Può capitare, tuttavia, che per ragioni diverse le cellule beta non funzionino correttamente: in questi casi si può avere il diabete.

Per cercare di bypassare questo problema il gruppo di ricerca coordinato da Pedro Herrera, dopo aver prelevato alcune isole di Langerhans da donatori diabetici e non, si è concentrato su due tipi di cellule non-beta: le alfa, che producono l'ormone glucagone, e le gamma, che producono un altro ormone chiamato polipeptide pancreatico (PP). Successivamente i ricercatori hanno diviso le cellule in due gruppi: in quello di controllo hanno introdotto un innocuo tracciatore fluorescente, nell'altro gruppo anche i geni che inducono, nelle beta, la produzione di insulina. A questo punto hanno accorpato le varie cellule in nuove isole di Langerhans artificiali, contenenti un solo tipo di cellule per volta. Già questa prima operazione ha stimolato l'espressione di geni per la produzione di insulina, come se le cellule alfa e gamma si fossero accorte dell'assenza delle beta. La svolta, però, è giunta grazie all’introduzione dei due geni chiave delle cellule beta: a distanza di una settimana il 30% delle cellule alfa era in grado di produrre insulina in presenza di glucosio; con le cellule gamma si sono raggiunti risultati ancora più efficaci.

A questo punto non restava altro che testare quanto scoperto su modelli vivi; è così che gli agglomerati di cellule modificate sono stati trapiantati in topi con diabete: ebbene, gli animali sono guariti e la trasformazione ha funzionato sia quando sono state utilizzate cellule di donatori diabetici, sia con quelle di donatori sani – a dimostrazione del fatto che la malattia non intacca la plasticità cellulare. Per di più, secondo i ricercatori questa forma di plasticità potrebbe riguardare anche altre cellule del nostro organismo. L'idea di sfruttare le capacità rigenerative delle cellule per curare il diabete è formidabile, servirà tempo prima che queste ricerche aprano concrete possibilità terapeutiche.

Pubblicato il: 26-02-2019
Di:
FONTE : Nature

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