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Salute Talvolta globuli bianchi difendono le cellule tumorali

Quando il sistema immunitario scorta le cellule tumorali

Da un recente studio si è scoperto che le cellule tumorali circolanti (CTC) proliferano maggiormente quando si trovano a stretto contatto con un particolare tipo di globuli bianchi, i neutrofili

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Quando il sistema immunitario scorta le cellule tumorali iStock

Si chiamano ‘cellule tumorali circolanti’ (CTC) e, già conosciute dalla scienza, sono quelle che possono staccarsi dal tumore originario, entrare nel circolo sanguigno e - qualora riescano a prevalere sul sistema immunitario - permettere al cancro di colonizzare nuovi organi. Oggi, grazie a uno studio pubblicato su Nature, si sa qualcosa in più su queste cellule: un team di ricercatori dell’Università di Basilea ha scoperto che quando esse si trovano a stretto contatto con un particolare tipo di globuli bianchi, i neutrofili, proliferano maggiormente. Paradossalmente, infatti, i neutrofili anziché attaccare le CTC le scorterebbero, facilitando il processo di formazione delle metastasi.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori – coordinati da Nicola Aceto – hanno esaminato 70 pazienti, sequenziando l’RNA dei neutrofili e delle cellule tumorali circolanti che viaggiavano in associazione nel loro sangue. Hanno così scoperto che che i neutrofili possono facilitare la proliferazione delle cellule malate attraverso la produzione e il rilascio di specifiche molecole, note come citochine: in particolare l’interleuchina-6 e l’interleuchina-1-beta. Per di più, pare che sia sufficiente anche un solo neutrofilo per rendere queste cellule più proliferative e quindi più capaci di dare metastasi.

Ma in che modo i neutrofili e le cellule tumorali circolanti viaggiano insieme? Si è scoperto che ci sono diverse giunzioni cellulari che tengono insieme questi due tipi di cellule nella circolazione sanguigna: VCAM-1 è una delle più importanti. È probabile che quando neutrofili e cellule tumorali circolanti si incontrano, si stabilisca una relazione che induce da un lato i globuli bianchi a produrre citochine, dall’altro le cellule tumorali a proliferare. L’aspetto più interessante, però, è il fatto che i ricercatori abbiano trovato il modo di bloccare questa collaborazione, aprendo la strada a possibili nuove strategie antitumorali: servendosi di una particolare tecnica di ingegneria genetica (Crispr), hanno dimostrato, su modelli animali, come l’effetto pro-metastatico fosse determinato esclusivamente dalle cellule immunitarie. Gli scienziati hanno realizzato dei modelli di cancro nei topi, caratterizzati da cellule che non erano in grado di produrre i recettori per le citochine e, come si aspettavano, l’effetto pro-metastatico dei neutrofili veniva meno proprio perché era stato bloccato il meccanismo principale di questa collaborazione.

Per il momento lo studio si è concentrato sul cancro al seno, ma Aceto e colleghi stanno pianificando di estendere questo tipo di analisi ad altre tipologie di tumore primario, perché è possibile che i neutrofili possano favorire il processo di metastatizzazione anche in altri tipi di neoplasie.

Pubblicato il: 14-02-2019
Di:
FONTE : Nature

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