Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute I rischi derivanti dall'alta pressione sanguigna

Pressione leggermente alta: un pericolo per il cervello

Scoperto che anche per i giovani adulti avere una pressione del sangue superiore al normale, anche se al di sotto del livello di ipertensione, potrebbe determinare una perdita di volume cerebrale

4 di 5
Pressione leggermente alta: un pericolo per il cervello iStock

Preoccupa quanto emerso da un recente studio pubblicato su Neurology: avere una pressione del sangue superiore al normale, anche se al di sotto del livello di ipertensione, potrebbe determinare una perdita di volume cerebrale; ciò sarebbe valido, peraltro, anche in soggetti di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Precedentemente a questa ricerca, l’ipotesi prevalente in ambito scientifico era che il danno cerebrale correlato all’ipertensione potesse manifestarsi solo dopo i 30, quando le malattie sono più presenti. A quanto pare, invece, sottili cambiamenti nella materia grigia del cervello possono essere notati già nei giovani adulti e ciò anche in presenza di semplice pressione alta.

Lo studio, effettuato dal tedesco Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences, ha preso in esame 423 persone con un’età media di 28 anni e le ha sottoposte a scansioni cerebrali MRI, nonché misurazione della pressione arteriosa. Assumendo che la pressione ideale debba essere inferiore a 120/80 mmHg e che per valori superiori a 140/90 mmHg si tratti di ipertensione, si sono avute le seguenti percentuali: il 41% aveva una pressione sanguigna normale, il 29% aveva una pressione sanguigna da 120/80 a 129/84 mmHg, il 19% aveva una pressione sanguigna da 130/85 a 139/89 mmHg e l’11% aveva una pressione sanguigna superiore a 140/90 mmHg. Ebbene, si è visto che le persone con pressione sanguigna al di sopra del normale avevano maggiori probabilità di avere un volume di materia grigia inferiore in diverse aree del cervello, compresi i lobi frontali e parietali, così come l’ippocampo, l’amigdala e il talamo; anche se l’effetto maggiore era visibile nel giro frontale inferiore sinistro.

Sebbene lo studio non provi in modo definitivo che la pressione sanguigna sopra la norma provochi in maniera diretta queste alterazioni della sostanza grigia, la ricerca suggerisce che il trattamento dell’ipertensione o il mantenimento della pressione sanguigna più bassa nella prima età adulta potrebbe essere essenziale per prevenire i cambiamenti cerebrali senza sintomi che portano alle degenerazioni senili come ictus e demenza.

Pubblicato il: 29-01-2019
Di:
FONTE : Neurology

© 2019 sanihelp.it. All rights reserved.