Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Una scoperta fondamentale nel campo dell'oncologia

Neutralizzato il mantello dell'invisibilità dei tumori

Una recente ricerca ha mostrato come è possibile neutralizzare il 'il mantello dell'invisibilità': una sorta di travestimento molecolare che le cellule malate di tumore indossano per sfuggire al loro riconoscimento da parte del sistema immunitario

3.5 di 5
Neutralizzato il mantello dell'invisibilità dei tumori iStock

Già battezzato ‘il mantello dell’invisibilità’, si tratta di una sorta di travestimento molecolare che le cellule malate di tumore indossano per sfuggire al loro riconoscimento da parte del sistema immunitario. Ebbene, un recente studio - pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Medicine ed effettuato da un team di ricercatori dell'Università della California a San Francisco, guidati dal calabrese Davide Ruggero - è riuscito a scoprire come neutralizzare questa potente arma di difesa del cancro, distruggendo il mantello sul nascere.

La scienza riconosce nella proteina PD-L1 la principale molecola in grado di rendere le cellule cancerogene invisibili all’attacco del sistema immunitario. Una classe di farmaci, chiamati ‘inibitori del checkpoint’, prende di mira proprio queste proteine e ne blocca l'attività, per rendere i tumori nuovamente visibili; tuttavia tali farmaci non sono efficaci nella cura di tumori molto aggressivi come quello del fegato, del colon, del polmone ed altri. La ricerca in questione promette di offrire un'alternativa efficace e punta a uccidere le cellule di questi tumori molto aggressivi bloccando per la prima volta, non l'attività delle proteine, ma la loro produzione. A questo punto i tumori diventano visibili alle cellule del sistema immunitario, il cui controllo non può più essere eluso.

I ricercatori hanno prima scoperto sui topi un nuovo modo con cui le cellule cancerogene producono queste proteine e poi hanno usato un composto che ne evita la fabbricazione e che attualmente è in sperimentazione sull'uomo. Per la precisione il composto distrugge le copie delle istruzioni che il DNA spedisce alla cellula per fabbricare le proteine, impedendone la produzione sul nascere. La ricerca è stata condotta sul tumore del fegato, che è la seconda causa di decessi per cancro nel mondo, ma lo stesso approccio, secondo Ruggero, può essere efficace anche contro gli altri tumori aggressivi, specialmente quelli ricchi di cellule immunitarie.

Pubblicato il: 16-01-2019
Di:
FONTE : Nature Medicine

© 2019 sanihelp.it. All rights reserved.