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Salute Dopamina: l'ormone della felicità

Quando si mangia il godimento è doppio

Da un recente studio è emerso che quando mangiamo la produzione di dopamina nel cervello avviene in due momenti diversi: appena il cibo viene ingerito, ma anche quando raggiunge lo stomaco

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Quando si mangia il godimento è doppio iStock

La dopamina è un neurotrasmettitore prodotto dal cervello e, in minor quantità, anche dalle ghiandole surrenali. Fa parte di un gruppo di ormoni, le catecolamine, cui appartengono anche adrenalina e noradrenalina, di cui la dopamina è il precursore. È definita anche ‘l'ormone della felicità’, giacché la sua presenza è legata alla sfera del piacere e al meccanismo della ricompensa: tutto ciò che ci dà piacere è in grado di suscitare una sensazione di appagamento e di gratificazione, aumentando i livelli di dopamina. Tutti noi abbiamo ben chiaro come essa funzioni più che adeguatamente in relazione al cibo: la felicità che proviamo quando mangiamo ciò che ci piace davvero.

Un recente studio, pubblicato su Cell Metabolism ed effettuato dal tedesco Max Planck Institute for Metabolism Research, ha indagato approfonditamente questo processo e ha scoperto che quando mangiamo la produzione di dopamina nel cervello avviene in due momenti diversi: appena il cibo viene ingerito, ma anche quando raggiunge lo stomaco. Grazie a una nuova tecnologia di tomografia a emissione di positroni (PET) i ricercatori, appositamente sviluppata, i ricercatori sono riusciti a individuare due picchi di dopamina, ma anche a identificare le specifiche e diverse regioni del cervello associate a queste due fasi. Mentre la prima fase si verifica nelle aree associate alla percezione della ricompensa e alla percezione sensoriale, il picco post-ingestivo coinvolge zone cerebrali correlate a funzioni cognitive superiori.

Per giungere a questa scoperta gli scienziati hanno reclutato 12 volontari sani, ai quali è stato chiesto di consumare o un goloso milkshake o una soluzione insapore, ciò mentre venivano sottoposti a PET. E’ emerso così che il desiderio dei soggetti nei confronti del frappè di latte era proporzionalmente legato alla quantità di dopamina rilasciata in particolari aree del cervello, alla prima degustazione. Ma maggiore era il desiderio di consumare la bevanda, minore dopamina veniva rilasciata nella seconda fase, quella successiva all’ingestione. Un'ipotesi che rimane però da testare in ulteriori studi.

Pubblicato il: 03-01-2019
Di:
FONTE : Cell Metabolism

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