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Salute Un disturbo misterioso

Sindrome da stanchezza cronica, scoperta la causa?

Secondo un recente studio potrebbe essere un sistema immunitario eccessivamente operoso ad accendere la scintilla all'origine dei sintomi della sindrome da fatica cronica

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Sindrome da stanchezza cronica, scoperta la causa? iStock

La sindrome da stanchezza cronica (o encefalomielite mialgica) è un disturbo complesso, caratterizzato da un senso di fatica persistente, privo di motivi apparenti e non mitigabile in alcun modo: in chi ne è affetto, infatti, il senso di prostrazione non si attenua con il riposo e non è correlato a problemi di salute o causato da attività fisiche particolarmente intense. Sulle cause che provocano la comparsa di questa sindrome - e che sono a tutt’oggi sconosciute - ha provato a fare luce un recente studio, pubblicato su Psychoneuroendocrinology, secondo il quale potrebbe essere un sistema immunitario eccessivamente operoso ad accendere la scintilla all'origine dei sintomi della sindrome da fatica cronica.

Per giungere a questa conclusione, Alice Russell, che studia questa patologia presso il King's College di Londra, ha usato come modello per la sindrome da fatica cronica un'altra infezione, che si può monitorare più facilmente. Ha reclutato 55 pazienti con epatite C cronica e, per 12 mesi, ha somministrato loro interferone alfa, una proteina che stimola la risposta immunitaria e che viene usata per contrastare l'infezione. Tra gli effetti collaterali della terapia vi è, non a caso, la stanchezza cronica. Quasi tutti i soggetti trattati sono andati in remissione nel corso della terapia, ma molti hanno sviluppato una spossatezza apparentemente senza risoluzione; in 18 di essi questi sintomi persistevano persino a sei mesi dalla fine del trattamento. Queste persone, prima di avviare le cure, avevano, nel sangue, livelli leggermente più alti di una proteina infiammatoria chiamata IL10. Dopo quattro settimane di trattamento, la quantità di un'altra proteina legata alle infiammazioni, la IL6, era in questi pazienti due volte più elevata rispetto a quella presente in chi sarebbe poi guarito senza gli strascichi di una fatica persistente. A sei mesi dalla fine delle cure, comunque, non c'erano differenze nei marcatori infiammatori dei pazienti debilitati e di quelli in buona salute (né differenze nella storia personale di depressione o di traumi pregressi). I sintomi della fatica cronica erano presenti, anche se le loro potenziali cause se ne erano andate.

Secondo i ricercatori, un'alterata risposta immunitaria potrebbe innescare cambiamenti nel cervello, nei muscoli e nel metabolismo che sfociano in una stanchezza inestinguibile e che rimangono anche se nel sangue non si riscontrano più i marcatori caratteristici: questo spiegherebbe le discrepanze nei test precedenti. Quello che ancora non è chiaro, tuttavia, è il motivo per cui i sintomi permangano anche quando la scintilla che li ha ipoteticamente causati si è estinta, nonché la ragione per cui alcune persone siano più predisposte di altre.

Pubblicato il: 21-12-2018
Di:
FONTE : Psychoneuroendocrinology

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