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Hiv: novità per il vaccino terapeutico pediatrico

In partenza la seconda fase della sperimentazione del primo vaccino terapeutico pediatrico per l'Hiv sviluppato dall'Ospedale Bambino Gesù, in collaborazione con il Karolinska Institutet di Stoccolma

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Hiv: novità per il vaccino terapeutico pediatrico iStock

Partirà già dal prossimo anno la sperimentazione su vasta scala del primo vaccino terapeutico pediatrico per l’Hiv sviluppato dall’Ospedale Bambino Gesù in collaborazione con il Karolinska Institutet di Stoccolma. Finanziato dall'americano National Institute of Health, il progetto internazionale di ricerca denomnato EPIICAL porterà avanti la sperimentazione in Italia, Thailandia e Sud Africa

La vaccinazione terapeutica - l'unica attualmente possibile per combattere l'Hiv - rappresenta una strategia mirata a stimolare il sistema immunitario di una persona affetta da Hiv per aiutarlo a reagire contro il virus che lo ha infettato. I vaccini terapeutici, pertanto, si distinguono da quelli profilattici in quanto i primi servono a trattare persone già infette, mentre i secondi hanno una funzione preventiva.

La nuova sperimentazione segue quella effettuata per la prima volta nel 2013, sempre dall'Ospedale Bambino Gesù, la quale aveva riguardato 20 bambini nati infetti per via materna, un tipo di trasmissione della malattia che interessa il 95% dei nuovi casi pediatrici ogni anno. La vaccinazione avviene somministrando il Dna di una specifica proteina del virus dell’Hiv. Queste informazioni genetiche, introdotte nelle cellule del paziente, stimolano la risposta immunologica dell’organismo. La cellula umana che riceve il Dna dell’Hiv inizia la sintetizzazione, migliorando la risposta immunitaria verso il virus.

Il vaccino terapeutico, abbinato alla terapia antiretrovirale classica, aveva già ottenuto buoni risultati, determinando il significativo aumento di risposte immunologiche potenzialmente in grado di consentire il controllo della replicazione del virus dell'Hiv. L'obiettivo è arrivare ora a disporre di un vaccino terapeutico che consenta di controllare il virus riducendo al minimo o eliminando del tutto la somministrazione di farmaci antiretrovoirali, necessari giornalmente al paziente ma che hanno effetti collaterali tossici. L’avvio della nuova fase della sperimentazione sarà ora possibile grazie al lavoro di EPIICAL, il consorzio nato nel 2015 che coinvolge 27 partner accademici, i più prestigiosi al mondo nell’ambito della ricerca su Hiv pediatrico.

Pubblicato il: 04-12-2018
Di:
FONTE : Ospedale Bambino Gesù

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