Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Le minacce dell'antibiotico-resistenza

Vive sulla pelle di ognuno di noi ma è potenzialmente letale

Uno studio britannico ha recentemente scoperto i 61 geni capaci di trasformare lo Staphylococcus epidermidis da innocuo microrganismo ad agente capace di provocare infezioni potenzialmente letali

3.63 di 5
Vive sulla pelle di ognuno di noi ma è potenzialmente letale iStock

Prolifera abitualmente sulla pelle di ciascuno di noi, dunque nulla da preoccuparsi? Non proprio, perché, nel corso della storia, è ormai diventato un superbatterio sempre più resistente agli antibiotici. Stiamo parlando dello Staphylococcus epidermidis, di cui sono stati recentemente identificati i 61 geni capaci di trasformarlo da un innocuo microrganismo in un agente capace di provocare infezioni potenzialmente letali. La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications, si deve a un team di ricercatori della britannica University of Bath.

Questo batterio - che vive, come detto, sull'epidermide di ogni essere umano - è parente dell'Mrsa (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina) ed è una delle principali cause delle infezioni che avvengono dopo un intervento chirurgico, ma la sua minaccia viene spesso sottovalutato proprio perché il microrganismo è particolarmente abbondante

I ricercatori inglesi hanno prelevato alcuni campioni da pazienti che avevano avuto infezioni dopo un intervento di sostituzione dell'anca o del ginocchio o di riduzione di una frattura, dopodiché li hanno confrontati con campioni prelevati dalla pelle di volontari sani. Infine hanno paragonato le variazioni del genoma del batterio nelle persone sane e in quelle che avevano subito un'operazione chirurgica.

Ebbene, è stato così possibile identificare 61 geni, che non erano presenti nei batteri delle persone sane, come responsabili dell'infezione. Sorprendentemente, tra i volontari sani è stato trovato un piccolo gruppo portatore della forma più letale del batterio. I geni che causano la malattia aiutano il batterio a crescere nel flusso sanguigno, sfuggono al sistema immunitario e modificano la superficie delle cellule in modo che i microrganismi possano formare una pellicola in grado di renderli resistenti agli antibiotici. Pertanto, secondo la ricerca coordinata da Sam Sheppard, il batterio dovrebbe essere preso molto più sul serio e andrebbero adottate particolari precauzioni per chi è ad alto rischio di infezione.

Pubblicato il: 03-12-2018
Di:
FONTE : Nature Communications

© 2018 sanihelp.it. All rights reserved.