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Salute Una dieta per favorire la longevità cerebrale

Meno proteine e più carboidrati fanno bene al cervello

Scoperto che diete ricche di carboidrati e povere di proteine sono un toccasana per il cervello, in quanto ne ritardano l'invecchiamento

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Meno proteine e più carboidrati fanno bene al cervello iStock

Da un recente studio, pubblicato su Cell Reports ed effettuato da un team di ricercatori dell'Università di Sidney, è emerso che una dieta alimentare con un ridotto quantitativo di proteine e un alto apporto di carboidrati può essere un toccasana per il cervello, in quanto ne favorirebbe la longevità. È bene ricordare che attualmente non esistono trattamenti farmacologici efficaci per la demenza, malattia che la medicina può soltanto rallentare; risulta, pertanto, di rilevanza fondamentale che si cominci a identificare diete che possono influenzare il modo in cui il cervello invecchia

Si tratta del primo studio a mostrare che le diete a basso contenuto proteico e ad alto contenuto di carboidrati hanno vantaggi protettivi per il cervello simili a quelli di regimi alimentari che prevedono una restrizione calorica, da anni studiati per i loro benefici sulla longevità. Del resto, hanno evidenzia i ricercatori, numerose realtà hanno a lungo osservato questo mix. La dieta tradizionale di Okinawa in Giappone, ad esempio, è costituita da circa il 9% di proteine, con pesce magro, soia e vegetali e pochissima carne bovina; interessante notare, inoltre, che una delle principali fonti di carboidrati è la patata dolce.

Per giungere alla loro conclusione, i ricercatori hanno impiegato alcuni topi di laboratorio, alimentandoli con carboidrati complessi derivati dall'amido e le proteine della caseina del formaggio e del latte. Si sono dunque concentrati sull'ippocampo, area responsabile dell'apprendimento e della memoria, nonché la prima parte del cervello a deteriorarsi con malattie neurodegenerative come l'Alzheimer. Ebbene, la dieta ricca di carboidrati e con poche proteine è sembrato promuovere salute e biologia dell'ippocampo nei topi, in misura ancora maggiore di quella ipocalorica. I roditori sono stati sottoposti anche a test mnemonici, in particolare di memoria spaziale, da cui sono emersi modesti miglioramenti.

Pubblicato il: 27-11-2018
Di:
FONTE : Cell Reports

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