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Salute Le ultime scoperte in ambito oncologico

Ecco come affrontare i tumori dopati

Scoperta una proteina, la Brd4, che se sotto effetto doping può favorire la proliferazione di diversi tipi di tumore, compresi quelli resistenti ai farmaci

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Ecco come affrontare i tumori dopati iStock

Si chiama Brd4 ed è una proteina che, se colpita da farmaci sperimentali, favorisce la proliferazione di diversi tipi di tumore, compresi quelli farmaco-resistenti. A scoprirne l'esistenza è stato un gruppo di ricercatori dell'Università di Padova, nel corso di uno studio pubblicato su Nature Medicine. Per giungere a questo risultato gli scienziati, coordinati da Francesca Zanconato, sono partiti dalla premessa secondo cui la cellula tumorale può venire, per così dire, 'dopata da steroidi': in questi casi, per supportare le sue divisioni di cellule impazzite, esprime più geni rispetto a una cellula sana e, in tal modo, cresce di più.

Una volta fatta questa scoperta, i ricercatori si sono posti il problema di come mettere ko la proteina Brd4. Come accade spesso, nuove conquiste scientifiche si basano su conoscenze pregresse: in particolare è noto da anni che una proteina chiamata Yap è indispensabile per trasformare le cellule sane in cellule tumorali e a farle crescere in modo incontrollato; colpire Yap è però, ad oggi, impossibile. Una volta scoperta Brd4, gli scienziati si sono anche accorti che essa si lega proprio a Yap nelle stesse regioni cromosomiche: per 'dopare' il cancro, Yap non può fare a meno di Brd4. I ricercatori hanno capito come mettere ko Brd4: grazie a una molecola che ne inibisce il funzionamento. In questo modo, il tumore perde il suo dopante, diventa vulnerabile e torna ad essere sensibile alla chemioterapia.

Lo studio, condotto su cellule in coltura, mammarie e di melanoma, non ha indagato ancora né l'efficacia né la tossicità sugli esseri umani. È ancora presto quindi per l’uso del farmaco sui pazienti, ma le premesse sono incoraggianti, al punto che la molecola sarebbe già al vaglio di diverse case farmaceutiche. Va precisato però che la trasformazione in impiego clinico richiede tempo e, pertanto, è bene non essere esageratamente entusiasti, per non indurre nei pazienti false speranze.

Pubblicato il: 07-11-2018
Di:
FONTE : Nature Medicine

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