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Salute Al centro di tutto sta l'ippocampo

Esiste un denominatore comune tra olfatto e memoria spaziale

Secondo uno studio canadese buona parte delle informazioni spaziali e olfattive sarebbero gestite dalle medesime strutture cerebrali

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Esiste un denominatore comune tra olfatto e memoria spaziale iStock

Da un recente studio - pubblicato su Nature Communications ed effettuato da un team di ricercatori della canadese McGill University - è emersa una base comune tra memoria spaziale e olfatto: a quanto pare gran parte delle informazioni spaziali e olfattive sarebbero gestite dalle medesime strutture cerebrali. Già in passato era stato ipotizzato un possibile collegamento fra olfatto e memoria, ciò sulla base di studi condotti su pazienti che avevano subito lesioni all'ippocampo, che ha un ruolo centrale nella gestione della memoria, ma è coinvolto anche nell'elaborazione degli stimoli olfattivi. Studi che, tuttavia, non avevano dato risultati coerenti, suggerendo che oltre all'ippocampo fossero coinvolte altre parti del cervello.

Il bulbo olfattivo - che rappresenta la prima stazione cerebrale a cui giungono gli stimoli sensoriali periferici - si limita a una elaborazione molto semplice degli stimoli, i quali vengono poi ritrasmessi ad aree superiori, fra cui l'ippocampo. Partendo dall'osservazione che le dimensioni dall'ippocampo destro sono strettamente correlate alle dimensioni di un'altra struttura con cui è in stretto collegamento, la corteccia orbito-frontale mediale (mOFC), i ricercatori hanno cercato di scoprire se fosse proprio quella il tassello mancante a completare il quadro.

Ebbene, in una serie di test sperimentali i ricercatori hanno constatato che la capacità di discriminare tra odori diversi era strettamente correlata all'abilità di orientarsi nell'ambiente, indicando un legame fra olfatto e memoria spaziale. Di contro, l'olfatto dei soggetti esaminati non mostrava alcuna correlazione con la loro memoria semantica, quella che riguarda ricordi svincolati da un tempo o da un luogo specifici.

Le scansioni cerebrali con risonanza magnetica hanno poi mostrato che prestazioni migliori nei compiti di discriminazione olfattiva e memoria spaziale corrispondono a un maggiore volume dell'ippocampo destro e della corteccia orbito-frontale mediale sinistra (mOFC). Da una successiva serie di test, condotti su pazienti con lesioni alla mOFC, è risultato che erano state compromesse le prestazioni in entrambi i compiti di identificazione olfattiva e memoria spaziale, mentre non erano intaccate in altri pazienti con danni cerebrali di entità comparabile ma in aree differenti del cervello.

Pubblicato il: 24-10-2018
Di:
FONTE : Nature Communications

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