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Salute Influenza dei batteriofagi sulla resistenza ai farmaci

Farmacoresistenza: i batteri la sviluppano anche così

Scoperto un nuovo meccanismo tramite il quale i batteriofagi, virus che infettano i batteri, possono contribuire a diffondere la resistenza ai farmaci fra i batteri

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Farmacoresistenza: i batteri la sviluppano anche così iStock

Un team di ricercatori della National University di Singapore e dell'Università di Glasgow ha recentemente individuato un nuovo meccanismo tramite il quale i batteriofagi, virus che infettano i batteri, possono contribuire a diffondere la resistenza ai farmaci fra i batteri. La scoperta è stata pubblicata sull'autorevole rivista Science.

La capacità dei batteri di adattarsi a nuovi ambienti e sviluppare antibioticoresistenza è legata alla facilità con cui può avvenire uno scambio di materiale genetico fra essi, anche qualora si tratti di specie diverse. Uno dei modi in cui ciò può avvenire è attraverso un processo chiamato trasduzione, che è mediato dai batteriofagi; sino ad oggi si riteneva che questa trasduzione genica avvenisse piuttosto raramente, attraverso due soli meccanismi, la trasduzione generalizzata e la trasduzione specializzata. Con quest'ultimo studio sì è appunto scoperto un nuovo meccanismo, ribattezzato trasduzione laterale, che si verifica con una frequenza mille volte superiore e permette lo scambio, fra batteri, di porzioni significative dei cromosomi batterici.

Un volta penetrato in un batterio, il batteriofago sfrutta il meccanismo di replicazione della cellula ospite per trascrivere il proprio DNA, produrre le proteine del proprio involucro protettivo e assemblare tutto ciò in nuove particelle virali pronte a infettare altre cellule. Questa replicazione può avvenire in due modi. Nel primo, il batteriofago sfrutta la cellula ospitante per produrre un'enorme quantità di copie di sé, tanto da riempire il batterio al limite e farlo scoppiare, liberando così nell'ambiente i nuovi virus. In alternativa, il batteriofago integra il proprio DNA in quello del batterio e si replica insieme all'ospite.

I ricercatori hanno appunto scoperto che spesso i fagi si riproducono secondo una terza modalità: la trasduzione laterale. In questo caso la replicazione del DNA virale integrato in quello batterico inizia prima e non dopo l'escissione. L'apparato cellulare di copiatura del DNA però spesso non si ferma al termine della sequenza virale di DNA, ma prosegue copiando anche parte del DNA batterico, fino ai limiti di capienza del capside. In questo modo i nuovi batteriofagi possono contenere anche parti significative del genoma batterico (anche diverse chilobasi), eventualmente con interi geni che verranno così trasferiti ad altri batteri.

Pubblicato il: 18-10-2018
Di:
FONTE : Science

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