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Compreso meglio il legame tra microbioma e sclerosi multipla

Una nuova scoperta corrobora l'ipotesi secondo cui, in particolari condizioni, molecole prodotte dal microbioma intestinale possano scatenare una risposta abnorme del sistema immunitario

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Compreso meglio il legame tra microbioma e sclerosi multipla iStock

La sclerosi multipla è una malattia degenerativa del sistema nervoso causata dalla progressiva perdita della mielina, la sostanza che forma la guaina protettiva e isolante delle fibre nervose. È ormai acclarato che questa perdita è la risultante di un processo autoimmune, alla cui manifestazione concorrono una predisposizione genetica e uno o più fattori ambientali scatenanti. Tra questi ultimi, secondo alcune ipotesi, potrebbero esserci molecole prodotte da organismi patogeni o anche da batteri presenti naturalmente nel nostro intestino. Ciò che ancora non si è riusciti a comprendere pienamente sono i meccanismi che portano il sistema immunitario ad attaccare la guaina mielinica dei nervi.

Un grande passo avanti in questa direzione è stato recentemente compiuto da un team di ricercatori dell'Ospedale Universitario di Zurigo, coordinati da Raquel Planas. Nel loro studio, pubblicato su Science Translational Medicine, il gruppo ha identificato, in pazienti affetti da sclerosi multipla, un enzima che scatena la risposta autoimmune dei linfociti T. Questi ultimi costituiscono una popolazione di cellule molto importante del sistema immunitario, che reagisce anche alla presenza di una variante dell’enzima prodotta dai batteri. Questa scoperta corrobora l’ipotesi secondo cui, in particolari condizioni, molecole prodotte dal microbioma intestinale possano scatenare una risposta abnorme del sistema immunitario.

Per giungere a questo risultato, Planas e colleghi hanno anzitutto isolato i linfociti T prelevati da pazienti con sclerosi multipla, in particolare da regioni cerebrali già colpite da lesioni. Dalle analisi condotte in vitro con questi linfociti hanno poi scoperto che le cellule del sistema immunitario reagivano alla presenza di un enzima denominato GDP-L-fucosio sintasi. Sulla base di questi dati preliminari, i ricercatori hanno analizzato una sottopopolazione di linfociti T, denominati CD4+T, prelevati da fluido cerebrospinale di 31 pazienti con sclerosi multipla. Da nuove analisi, è emerso che circa il 40 per cento dei soggetti mostrava una reattività alla GDP-L-fucosio sintasi prodotta da diverse specie di batteri presenti nel microbioma intestinale. L’identificazione di questi meccanismi di reattività è un grande passo verso il chiarimento dell’immunopatologia della sclerosi multipla, anche se occorreranno ulteriori studi per determinare il significato biologico della specifica risposta immunitaria dei linfociti T CD4+ alla GDP-L-fucosio sintasi.

Pubblicato il: 15-10-2018
Di:
FONTE : Science Translational Medicine

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