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Melanoma, le cure in tandem con la chirurgia plastica

Dal congresso nazionale SICPRE il vantaggio dell'approccio integrato

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Melanoma, le cure in tandem con la chirurgia plastica iStock

Assomiglia al classico neo, ma è qualcosa di molto diverso e molto pericoloso. Il melanoma è un tumore della pelle sempre più diffuso, oggetto di un'attenzione e informazione in crescita, come dimostra l’esordio dell'argomento nel congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE, di scena a Roma dall'11 al 13 ottobre. Sì, perché nelle cure contro il melanoma la chirurgia plastica fa la differenza.

«Il melanoma primario deve essere asportato da un chirurgo che conosce bene anche l’anatomia del sistema linfatico superficiale, in modo da orientare correttamente l’incisione – spiega Adriana Cordova, presidente della sessione dedicata al tema, realizzata in collaborazione con l'Interguppo Melanoma Italiano IMI -. E i chirurghi plastici conoscono bene il sistema linfatico».

Perché il sistema linfatico è importante? «Un solo esempio - risponde Cordova -:  quando si asporta una neoformazione di spessore (Breslow) maggiore a 0,8 mm, o ulcerata, si procede con la biopsia del linfonodo sentinella. Un'errata incisione per l’asportazione di un melanoma del tronco può compromettere l’identificazione del linfonodo sentinella o addirittura indirizzare le potenziali metastasi verso stazioni linfonodali diverse da quelle prevedibili». Come dire, un'asportazione eseguita da un medico non specializzato può rendere più difficili le cure, e di conseguenza comprometterle.

 

Il chirurgo plastico preferito

Ancora, per alcune categorie di pazienti rivolgersi al chirurgo plastico è meno traumatizzante. E anche questo conta, quando si devono affrontare le cure.

«I pazienti preferiscono rivolgersi a un chirurgo plastico perché dal chirurgo plastico si aspettano una cicatrice migliore – dice ancora Cordova -. Quindi si preferisce il chirurgo plastico specialmente per l'intervento di »radicalizzazione», in cui si ritorna nella sede della biopsia escissionale del melanoma primario per un'asportazione con margini tanto maggiori quanto più era spesso il melanoma».

 

Quanti casi

Cresce la diffusione del melanoma. In base ai dati raccolti dalla Fondazione Veronesi, in un anno si registrano 7.000 nuovi casi nella sola Italia. «Insorge soprattutto dopo i 50 anni – sottolinea Cordova - ma tra i tumori della popolazione giovanile è il più frequente».

 

Una Specialità sempre più utile

L'esordio del tema melanoma al Congresso SICPRE dimostra la profonda trasformazione vissuta dalla specialità. Come spiega Paolo Palombo, presidente dell'evento romano, «I chirurghi plastici oggi sono sempre più impegnati al fianco di altri specialisti, come oncologi, ginecologi e ortopedici. E ovviamente il Congresso Nazionale rispecchia questo cambiamento. Oltre a condizionare favorevolmente la cura contro il melanoma, la chirurgia plastica aumenta la sopravvivenza e la funzionalità degli arti in seguito ad eventi traumatici ed è fondamentale per migliorare la cicatrizzazione in pazienti difficili come gli anziani e i diabetici, riducendo il rischio di amputazioni». Molto di più, insomma, dello stereotipo che confina la chirurgia plastica alla ricerca del bello e alla lotta all'invecchiamento.

Pubblicato il: 12-10-2018
Di:
FONTE : congresso SICPRE

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