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Salute Scoperta variante genetica legata alla disfunzione erettile

L'impotenza ha anche radici genetiche

Una ricerca che potrebbe consentire lo sviluppo di nuovi farmaci, più mirati, in grado di sostituire medicinali quali il sildenafil - il cui nome commerciale più diffuso è Viagra

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L'impotenza ha anche radici genetiche iStock

La disfunzione erettile è un disturbo che può colpire gli uomini, consistente nella difficoltà sia ad avere un’erezione del pene sia a mantenerla. Va precisato che non si tratta di una malattia, quanto piuttosto di un sintomo che può rivelare la presenza di altre patologie: alterazioni cardiovascolari, problemi endocrino-metabolici, diabete o malattie neurologiche. Ebbene, un gruppo di ricercatori di alcune università americane e della Kaiser Permanente - ente californiano non profit che si occupa di temi sanitari - avrebbe identificato una variante genetica legata proprio alla disfunzione erettile: variante che, stando allo studio, si troverebbe sul cromosoma 6, strettamente legata al SIM1, un gene che ha a che fare col circuito ormonale della leptina-melanocortina, legato sia alla regolazione dell'indice di massa corporea sia all'attività sessuale.

Per giungere a questa scoperta, i ricercatori - coordinati da Stephen Van Den Eeden - si sono basati su un database inglese che comprende i dati di oltre 36mila uomini e hanno utilizzato un metodo di analisi genetica chiamata 'genome wide association', una procedura che ha l’obiettivo di associare certe varianti del genoma con la presenza di determinate malattie o disfunzioni. In tal modo gli scienziati hanno scoperto che questa variante genetica è associata al gene SIM1, ma hanno anche appurato che non ha niente a che fare con la regolazione del peso, ma agisce con un meccanismo diverso, probabilmente correlato ai neuroni del desiderio sessuale. La scoperta - pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences - è importante perché potrebbe consentire lo sviluppo di nuovi farmaci, più mirati, che potrebbero sostituire medicinali quali il sildenafil (il cui nome commerciale più diffuso è Viagra), se non in tutti i casi, in quelli che hanno una componente genetica.

Ma non finisce qua: i meccanismi genetici dell’erezione potrebbero giocare un ruolo anche per quanto riguarda la funzione sessuale, compreso il desiderio e l’eccitazione, nelle donne. Secondo gli autori dello studio, infatti, queste analisi su meccanismi che stanno alla base della disfunzione erettile aprono la strada allo studio di nuove terapie, rivolte a bersagli più specifici, per la cura di questi disturbi: trattamenti che potrebbero offrire un potenziale per migliorare la funzione sessuale non solo negli uomini, ma anche nelle donne.

Pubblicato il: 10-10-2018
Di:
FONTE : PNAS

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