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Vaccino antinfluenzale: quando e perché farlo

Piccolo Vademecum sul vaccino antinfluenzale

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Vaccino antinfluenzale: quando e perché farlo iStock

Come ogni anno con l’arrivo dell’autunno, periodo di transizione spesso caratterizzato da repentini sbalzi di temperatura, arrivano anche i primi malanni di stagione. Prima fra tutti l’influenza, che costringe tantissimi italiani a restare a letto per diversi giorni. È una malattia provocata da virus influenzali che colpiscono le vie aeree, ossia naso, gola e polmoni.

L’influenza si distingue dalle altre malattie tipiche della stagione invernale perché si manifesta senza preavviso e in modo brusco. Solo in alcune occasioni è asintomatica, nella maggior parte dei casi invece presenta diversi sintomi fastidiosi che sono soliti comparire insieme e a distanza di ore dal momento del contagio.

I principali sintomi dell'influenza sono: la febbre alta, che va dai 38° ai 40° e può durare diversi giorni, la tosse, dovuta al tentativo del nostro organismo di espellere il virus tramite il muco, così come l’aumento di temperatura con la quale il corpo cerca di uccidere il virus che non riesce a sopravvivere a temperature elevate.

Un altro sintomo è il mal di testa, più o meno intenso, e che purtroppo colpisce la maggior parte di coloro che contraggono l’influenza.

Ed infine un generale senso di debolezza fisica, insieme ad un’intensa sensazione di spossatezza che invade tutto il corpo e sembra rendere difficile qualsiasi attività quotidiana. Tra tutti il senso di spossatezza è quello che solitamente dura di più, protraendosi in alcuni casi anche per settimane.

L'influenza si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, quindi tramite tosse, starnuti o conversazione a distanza troppo ravvicinata. Può accadere anche in maniera indiretta, ossia con dispersione delle goccioline e secrezioni su oggetti e superfici.

È buona norma quindi adottare alcune precauzioni generali per evitare il contagio, come ad esempio evitare luoghi affollati e lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone, evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non pulite e areare regolarmente le stanze in cui si soggiorna.

Con l’arrivo dell’autunno iniziano anche le raccomandazioni degli esperti: è importante vaccinarsi in tempo per evitare di essere contagiati dall'influenza. Vaccinarsi è la maniera migliore di scongiurare la possibilità di contrarre la malattia, aiuta a prevenirla e curarla. Con il vaccino infatti aumentano considerevolmente le possibilità di non contrarre la malattia, diventando immuni, invece, nel caso i sintomi influenzali si presentino lo stesso, questi sono molto meno intensi e, solitamente, non provocano ulteriori complicazioni.

Il vaccino contro l’influenza è adatto a tutti i soggetti che intendono evitare di contrarre la malattia e che non abbiano particolari controindicazioni. Il vaccino è invece necessario e raccomandato soprattutto per le persone cosiddette a rischio, in primis i bambini, gli anziani, le persone affette da malattie croniche, ma non solo, è fortemente consigliato anche per coloro che svolgono professioni che prevedono il contatto con la gente perché più esposti al contagio. Primi fra tutti il personale sanitario di ospedali e cliniche ma anche chi lavora in centri commerciali, uffici pubblici ecc.

Il vaccino è disponibile gratuitamente per questi soggetti che per le loro condizioni personali corrono un maggior rischio di andare incontro a complicanze nel caso contraggano l'influenza.

              Questi soggetti nello specifico sono:

Persone di età superiore ai 65 anni

I bambini a partire dai 6 mesi di vita, è importante vaccinarli soprattutto prima che inizino ad andare all’asilo, o a scuola, il contatto con altri bambini aumenta notevolmente la possibilità di contagio

Bambini, adolescenti e adulti fino a 65 anni affetti da malattie che aumentano il rischio di complicanze, come persone con malattie croniche, cardiopatie, malattie dell’apparato cardiocircolatorio insufficienza renale, tumori, ecc.

Medici e personale sanitario di assistenza

Persone a stretto contatto con familiari che sono soggetti ad alto rischio

Forze dell’ordine

Ecc.

In base alla nostra situazione climatica e all’andamento temporale delle epidemie influenzali, le campagne di vaccinazione antinfluenzale iniziano a partire da metà ottobre e proseguono per tutto dicembre. È quindi possibile vaccinarsi durante tutta la stagione autunnale, ma è consigliabile provvedere a vaccinarsi quanto prima.

Le vaccinazioni vengono effettuate negli ambulatori dei medici di famiglia (medici di medicina generale) e quindi anche pediatri, dai servizi vaccinali dell’Azienda Usl. Negli adulti è sufficiente in genere una sola iniezione ed occorrono circa 4 settimane per ottenere il massimo effetto.

È Importante ricordare che il vaccino garantisce sì un’elevata protezione, ma che questa ha un’efficacia limitata nel tempo, dura infatti soltanto dai 6 ai 12 mesi. Ciò significa che il vaccino va regolarmente ripetuto ogni anno, anche e soprattutto poiché, oltretutto, i virus influenzali cambiano di continuo e si ripresentano mutati ogni anno.

Proprio poiché il virus cambia, la composizione dei vaccini antinfluenzali inattivati viene determinata ogni anno sulla base dell'»antigenicità» dei virus influenzali isolati da una rete di sorveglianza mondiale coordinata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il vaccino non ha effetti collaterali di rilievo, è sempre bene però consultare un medico e tenersi sempre aggiornati ad esempio consultando il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale.

Pubblicato il: 01-10-2018
Di:
FONTE : Ministero della Salute

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