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Salute Attaccare, scappare o immobilizzarsi

Come reagiamo di fronte a una minaccia?

Un recente studio, sui moscerini della frutta, è giunto a una scoperta importante su ciò che presiede alle nostre strategie difensive quando ci troviamo di fronte a un pericolo

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Come reagiamo di fronte a una minaccia? iStock

Un recente studio del portoghese Champalimaud Centre for the Unknown ha cercato di fare luce sui meccanismi che permettono al cervello di decidere quale strategia difensiva adottare di fronte a una minaccia incombente, e ha trovato una risposta in un piccolo circuito neuronale nel moscerino della frutta. Una scoperta, pubblicato su Nature Communications, che apre le porte all’identificazione dei meccanismi cerebrali che presiedono a queste scelte in tutti gli animali, uomo compreso.

Quando gli animali si trovano di fronte a un predatore hanno in genere tre opzioni di difesa: fuggire, combattere o immobilizzarsi (sperando di passare inosservati). Diversi studi hanno mostrato che, nei mammiferi, la scelta della strategia da attuare è molto influenzata dalla distanza a cui si trova il pericolo. Tuttavia non è chiaro se questo valga per tutti gli animali, né se siano in gioco altri fattori; ma soprattutto non sono noti i meccanismi cerebrali che operano nella scelta fra le varie strategie.

Quando i ricercatori portoghesi hanno iniziato a studiare i comportamenti difensivi, hanno preso in esame il moscerino della frutta (Drosophila melanogaster), nonostante l'opinione diffusa secondo cui l'insetto adotterebbe una sola opzione: la fuga. Da una osservazione più attenta del comportamento dei moscerini è però emerso che, di fronte a una minaccia, molti esemplari, proprio come i mammiferi, rimanevano perfettamente immobili per diversi minuti, a volte in posizioni molto scomode, per esempio con una o due gamba sospese in aria.

Infine i ricercatori sono riusciti a scoprire che la scelta fra fuga o immobilità dipende dalla velocità di spostamento dell'insetto nel momento in cui appare la minaccia: se si sta muovendo lentamente si blocca, ma fugge se si sta spostando velocemente.

Orbene, dato che i comportamenti difensivi sono comuni a tutti gli animali, quest'ultima scoperta offre un buon punto di partenza per identificare le variabili che definiscono il modo in cui tutti gli animali scelgono di difendersi.

Pubblicato il: 18-09-2018
Di:
FONTE : Nature Communications

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