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Salute Un'importante scoperta di psicolinguistica

Il cervello si comporta come una ruota di bicicletta

Quando ascoltiamo qualcuno, il nostro cervello si sincronizza sulla velocità del parlato e, per un certo tempo, come per inerzia, tende a non cambiare: ciò può generare distorsioni percettive e fraintendimenti

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Il cervello si comporta come una ruota di bicicletta iStock

Da un recente studio, pubblicato su Current Biology, è emerso un fatto curioso: ogni volta che stiamo ascoltando qualcuno, il nostro cervello si sincronizza sulla velocità del parlato; ciò ci consente di anticipare dove va il discorso, ma può anche causare distorsioni percettive, e quindi fraintendimenti, se l’interlocutore cambia improvvisamente ritmo. A scoprirlo è stato un team di ricercatori del Max-Planck-Institut e della Radboud University, nei Paesi Bassi.

Per giungere a questa conclusione, Anne Kösem e colleghi hanno fatto ascoltare a un gruppo di volontari, di madrelingua olandese, una serie di frasi la cui parte iniziale veniva pronunciata a volte in modo veloce, a volte in modo più lento, così da variare la frequenza delle parole ascoltate nell'unità di tempo. Le ultime tre parole venivano invece pronunciate sempre a un ritmo standard. Una di queste tre parole conteneva una vocale che ne cambiava radicalmente il significato a seconda che fosse percepita come breve o come lunga. La frase complessiva era inoltre concepita in modo che non vi fossero indizi semantici su come potesse concludersi: ad esempio "Un tale ha aperto la porta e...". Nel frattempo i ricercatori registravano l’attività cerebrale dei partecipanti con la magnetoencefalografia (MEG).

Ebbene, è emerso che quando la parte iniziale veniva pronunciata velocemente, la vocale ambigua veniva interpretata come lunga, mentre quando il parlato iniziale era più lento, veniva udita una vocale breve. L’aspetto più significativo è però che nell’ascoltatore l’attività neurale coinvolta nell’elaborazione delle parole si sincronizzava con il ritmo iniziale del discorso e per un certo tempo, come per inerzia, tendeva a non cambiare.

Secondo i ricercatori il cervello agisce come una ruota di bicicletta: la ruota gira alla velocità imposta dalla pedalata, ma continua a girare per un po' di tempo anche dopo che la pedalata si è fermata, per effetto dell'inerzia. Questa sincronizzazione tra le onde cerebrali e la velocità del parlato ci aiuta a prevedere la lunghezza delle sillabe future, influenzando il modo in cui sentiamo ed elaboriamo le parole.

Si tratta di una scoperta importante, perché potrebbe aiutare a sviluppare tecniche e apparecchi per migliorare la percezione del parlato in condizioni di ascolto disturbate, nonché per le persone con problemi di udito.

Pubblicato il: 11-09-2018
Di:
FONTE : Current Biology

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