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Salute Migliorerebbe anche l'effetto dei farmaci antidolorifici

Il digiuno come alleato contro i dolori cronici

Contro il dolore cronico provocato da disturbi quali nevralgie, sciatalgie e mal di schiena, un valido aiuto potrebbe giungere dal digiuno (o comunque una dieta povera di calorie) per alcuni giorni

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Il digiuno come alleato contro i dolori cronici iStock

Contro il dolore cronico provocato da disturbi quali nevralgie, sciatalgie e mal di schiena, un valido alleato potrebbe essere il digiuno (o comunque una dieta povera di calorie) per alcuni giorni. Per di più, l’effetto analgesico apportato dallo scarso (o nullo) apporto calorico verrebbe amplificato da un miglior effetto dei farmaci eventualmente assunti che, in questa condizione, sembrano avere una marcia in più. A sostenere ciò è un recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica FASEB ed effettuato da un gruppo di ricercatori dell’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli su alcuni topi da laboratorio geneticamente modificati.

Stando a quanto emerso dalla ricerca, l’effetto antidolorifico del digiuno risiederebbe nel recettore HCAR2, che nei topi transgenici studiati ha dimostrato la capacità di ridurre la soglia del dolore provocato dalle nevralgie. Come dichiarato dal dottor Livio Luongo, uno dei coautori della ricerca, il recettore HCAR2 è stimolato dal beta-idrossi-butirrato (BHB), una sostanza organica, appartenente al gruppo dei chetoni, che viene prodotta in maggiore quantità proprio in presenza del digiuno o di una dieta con scarse concentrazioni di zuccheri. Per ottenere risultati sono bastati due giorni di digiuno per i topi; periodo che nell'essere umano corrisponde a quattro o cinque giorni.
Si tratta di una scoperta significativa, dato che il dolore neuropatico provocato da mal di schiena, sciatalgia, arti amputati, eccetera è scarsamente sensibile ai comuni antidolorifici. Non a caso i trattamenti standard, come ha sottolineato il professor Sabatino Maione, coordinatore dello studio e docente presso l'ateneo di Napoli, prevedono farmaci antidepressivi, anticonvulsivanti e terapie di supporto psico-cognitivo. La ricerca di possibili bersagli molecolari in grado di lenire la sofferenza provocata dal dolore neuropatico rappresenta uno dei campi più attivi della ricerca, ed è proprio durante una di queste ricerche che sono stati svelati i benefici del digiuno, in grado di migliorare anche l'azione dei tradizionali farmaci analgesici.
Va precisato che i risultati sono stati ottenuti sui topi, dunque sono necessari ancora studi clinici in grado di dimostrare l'efficacia del digiuno sull'uomo. Può essere molto pericoloso per la salute seguire diete rigidissime ‘fai da te’ o, peggio ancora, digiuni, per ottenere dei risultati contro le neuropatie, pertanto è sempre doveroso consultarsi con medici e nutrizionisti.

Pubblicato il: 27-07-2018
Di:
FONTE : FASEB

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