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Salute Un disturbo che ha cause sia genetiche che ambientali

Più rischi di ADHD se si usano troppo i media digitali

Secondo uno studio americano, gli adolescenti che usano molto smartphone e altri apparecchi multimediali hanno un rischio doppio, rispetto a coetanei che adoperano poco tali device, di sviluppare il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività

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Più rischi di ADHD se si usano troppo i media digitali iStock

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) è un disturbo dell’autocontrollo che si presenta in età evolutiva e include difficoltà di attenzione e concentrazione, nonché di controllo degli impulsi e del livello di attività. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste provenienti dell’ambiente circostante. In merito alle cause, l’ipotesi più accreditata suggerisce che l’ADHD non abbia un’unica causa, ma sia piuttosto il risultato di una qualche predisposizione genetica e uno o più fattori ambientali. A tal proposito, secondo un recente studio, pubblicato sul Journal of the American Medical Association, gli adolescenti che usano molto smartphone e altri apparecchi multimediali hanno un rischio doppio, rispetto a coetanei che adoperano poco tali device, di sviluppare disturbi comportamentali, in particolare l’ADHD.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori della statunitense University of Southern California, coordinati da Adam Leventhal, si sono concentrati sull'uso di social media, chat, sms, video in streaming e musica online, piuttosto che su intrattenimenti tradizionali quali TV e video game. La tecnologia mobile oggi disponibile, infati, può fornire stimoli di elevato impatto in maniera rapida e in ogni momento della giornata, con effetti probabilmente ancora più profondi dei media classici. Gli scienziati americani sono partiti da un campione di oltre 4mila ragazzi di età compresa tra i 15 e i 16 anni, da cui ne hanno selezionati 2.587 senza ADHD. Escludendo chi già soffriva del disturbo, i ricercatori avevano l'obiettivo di osservare l'emergenza di nuove problematiche comportamentali. Dopo due anni è stata dunque valutata la comparsa di nuovi sintomi di ADHD in questi giovani inizialmente sani. Ebbene, è emerso che la probabilità di comparsa di sintomi di ADHD nei più assidui fruitori di media digitali è circa doppia rispetto ai coetanei che usano i media con parsimonia.

Pubblicato il: 24-07-2018
Di:
FONTE : Journal of the American Medical Association

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