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Salute Prelievo di sangue ed elettroencefalogramma

Un test combinato per sapere chi si ammalerà di Alzheimer

Sino ad oggi non era possibile prevedere chi si ammalerà e chi no in modo semplice, economico e non invasivo

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Un test combinato per sapere chi si ammalerà di Alzheimer iStock

Per merito di una ricerca italiana - effettuata dalla Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs - università Cattolica, in collaborazione con l’Irccs S.Raffaele Pisana - potrebbe presto diventare possibile sapere chi si ammalerà di Alzheimer grazie a un test combinato, semplice e a basso costo: basato su un prelievo del sangue e un elettroencefalogramma.

Il test sarà rivolto a coloro i quali presentano un lieve declino cognitive e che, secondo le stime, hanno un rischio 20 volte maggiore di ammalarsi di demenza rispetto ai coetanei sani. Fortunatamente, di questi, solo la metà svilupperà effettivamente la malattia; purtroppo finora non era possibile prevedere chi si ammalerà e chi no in modo semplice, economico e non invasivo, essendo necessari esami onerosi come la Pet, la risonanza magnetica o la puntura lombare.

La ricerca, pubblicata su Annals of Neurology e coordinata da Paolo Maria Rossini, rende evidente che ad oggi manca, nella pratica clinica, un test simile, che potrà essere di grande aiuto sia per le persone con declino cognitivo, sia per le loro famiglie, per iniziare il prima possibile i trattamenti medici e riabilitativi, introdurre le necessarie modifiche nello stile di vita e orientare per tempo scelte anche difficili che si è costretti ad affrontare in caso di diagnosi di demenza.

Il test ha dimostrato un'accuratezza elevata, non dando falsi positivi o false diagnosi. Il prelievo di sangue serve per la ricerca di una mutazione legata al rischio di Alzheimer, sul gene Apoe. Mentre i segnali registrati con l’elettroencefalogramma sono interpretati con un'analisi matematica che consente di capire come sono connesse tra loro le diverse aree del cervello.

Il declino cognitivo lieve che risulta ai normali test neuropsicologici (che in genere vengono effettuati per modesti deficit di memoria o perché c'è una significativa familiarità di demenza) è caratterizzato da piccole défaillance che comunque non si ripercuotono sulla vita quotidiana, affettiva e professionale del paziente. In Italia ci sono attualmente circa 735mila persone con questo tipo di lieve declino cognitivo. Nel giro di 1-5 anni dalla diagnosi uno su due svilupperà la demenza vera e propria, spiegano gli esperti: il test è stato sviluppato partendo proprio dall'idea di disporre di una metodica semplice e a basso costo, disponibile su tutto il territorio nazionale e non invasiva (come è, ad esempio, la puntura lombare).

Pubblicato il: 23-07-2018
Di:
FONTE : Annals of Neurology

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