Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Le 7 età del cibo

Ciò che mangiamo dipende anche dall'età che abbiamo

Una ricerca internazionale ha indagato come la nostra età debba influenzare la nostra dieta

3.67 di 5
Ciò che mangiamo dipende anche dall'età che abbiamo iStock

Sulle abitudini e sulle esigenze alimentari di ciascuno di noi agiscono diversi fattori, uno di questi è sicuramente la nostra età. Ebbene, uno studio di un team di ricerca internazionale, pubblicato su NeuroImage, ha indagato come gli anni che abbiamo influenzino anche la nostra dieta, giungendo alla conclusione che esistono sette ‘età del cibo’, con caratteristiche ed esigenze specifiche: da 0 a 10 anni, da 10 a 20, da 20 a 30, da 30 a 40, da 40 a 50, da 50 a 60 e da 60 anni in poi.

0-10 ANNI. In questi primi anni di vita, i bambini dovrebbero essere lasciati liberi di esercitare un certo grado di controllo sugli alimenti che vengono proposti loro: spingerli a finire per forza quello che hanno nel piatto può essere controproducente, influenzando negativamente la loro capacità futura di valutare il proprio appetito, e aprendo la strada a problemi nell'autoregolazione del cibo. L’atteggiamento migliore del genitore è quello di impostare le basi del comportamento alimentare del bambino, affinché non sviluppi, con l'età, disturbi alimentari o obesità. La diffidenza verso alimenti fondamentali, come la verdura, può essere vinta con progressive e positive esposizioni a questi alimenti.

10-20 ANNI. Negli adolescenti sono gli ormoni a influenzare l'appetito. Pertanto, a una fame spesso insaziabile si accompagna l'esigenza di una buona educazione alimentare, negli anni in cui i modelli proposti dai mass media hanno una pesante influenza. Una cattiva alimentazione in questa fase può portare a gravi carenze nutrizionali; soprattutto nelle ragazze, per un fatto di salute riproduttiva.

20-30 ANNI. Questo è, con la decade successiva, il periodo in cui si presentano i maggiori e più frequenti cambiamenti nello stile di vita: si studia all’università o si lavora, si abbandona la casa paterna e ci si forma una propria famiglia. Occorre prestare particolarmente attenzione all'aumento di peso, perché il grasso corporeo accumulato non si smaltisce facilmente; inoltre i segnali che il corpo umano manda quando ha fame sono più forti e difficili da ignorare di quelli che segnalano un apporto di cibo eccessivo.

30-40 ANNI. Sono gli anni dello stress da lavoro, responsabile del cambiamento di abitudini alimentari nell'80% della popolazione mondiale. Questo malessere può togliere la fame o, al contrario,determinare una dipendenza da cibo, con l'urgenza di consumare uno specifico alimento ad alto contenuto calorico. Un ambiente di lavoro strutturato per curare anche questo aspetto, insieme a strategie per ridurre lo stress, possono essere di aiuto.

40-50 ANNI. Sono gli anni in cui è necessario curare le abitudini alimentari per prevenire problemi di salute, su tutti il colesterolo alto e l'ipertensione.

DAI 60 ANNI IN SU. Gli anni che avanzano possono portare a carenza di appetito. Malattie degenerative, come l'Alzheimer, possono favorire perdita di peso e fragilità dell'organismo. La scomparsa di una persona amata e la solitudine influiscono negativamente sulla voglia di mangiare e sulla cura e la preparazione del cibo. Infine, problemi dentali o nella deglutizione possono aggravare un quadro già complesso.

Pubblicato il: 20-07-2018
Di:
FONTE : NeuroImage

© 2018 sanihelp.it. All rights reserved.