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Salute Il suo nome è E-derma

Una pelle elettronica che dona sensibilità alle protesi

Una innovativa pelle elettronica, adattata sulla protesi di una mano, si è dimostrata in grado di percepire dolore e tatto

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Una pelle elettronica che dona sensibilità alle protesi iStock

Si chiama E-derma ed è la creazione di un team di ingegneri della statunitense John Hopkins School of Medicine, la cui ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Science Robotics. Si tratta di una innovativa pelle elettronica che, adattata sulla protesi di una mano, si è dimostrata in grado di percepire dolore e tatto. Realizzata in tessuto e gomma, con sensori capaci di mimare le terminazioni nervose, l’E-derma ricrea un senso di tatto e dolore rilevando gli stimoli e trasmettendo gli impulsi ai nervi periferici.

Pensiamo al dolore che proviamo se tocchiamo qualcosa di bollente, oppure un oggetto appuntito: istintivamente siamo portati a ritrarre la mano per evitare una scottatura o una lesione; si tratta di sensazioni che chi indossa una protesi non provava, almeno sino ad oggi. Grazie a questa pelle elettronica, a seconda del tipo di impulsi inviati dal dispositivo, è possibile trasmettere una gamma di sensazioni: dal leggero fastidio al dolore. Oltre a ciò, la mano protesica cui è stata sovrapposta E-derma, potrà comunicare a chi la indossa se ciò che sta afferrando è rotondo oppure quadrato, liscio oppure ruvido.

La pelle umana contiene una complessa rete di recettori che trasmettono una varietà di sensazioni al cervello. È qui che entra in gioco E-derma: trasmettendo informazioni al paziente amputato, tramite la stimolazione dei nervi periferici del braccio, facendo prendere vita al cosiddetto arto fantasma. Il dispositivo E-derma fa ciò stimolando elettricamente i nervi del paziente amputato in modo non invasivo.

Negli esperimenti effettuati, i ricercatori hanno monitorato l’attività cerebrale di un paziente tramite elettroencefalografia (EEG), determinando che il soggetto del test era in grado di percepire queste sensazioni nella sua mano protesica. Gli scienziati hanno collegato l’output di E-derma al volontario utilizzando un metodo non invasivo, noto come stimolazione nervosa elettrica transcutanea o TENS, osservando così che il soggetto del test e la protesi erano in grado di sperimentare una reazione naturale e riflessiva al dolore mentre premeva un oggetto appuntito, dolore che non veniva provato quando si premeva un oggetto rotondo.

Pubblicato il: 27-06-2018
Di:
FONTE : Science Robotics

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