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Salute Un passo avanti nella lotta contro il Parkinson

Parkinson: nuove speranze dalla vitamina B3

Secondo un recente studio tedesco una forma della vitamina B3, la nicotinamide riboside, potrebbe fermare la morte dei neuroni nei pazienti affetti dalla malattia di Parkinson, contribuendo a rallentarne il decorso

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Parkinson: nuove speranze dalla vitamina B3 iStock

Colpisce circa il 3 per mille della popolazione mondiale, di cui l’1% è al di sopra dei 65 anni. Si tratta della malattia di Parkinson che, scoperta agli inizi del 1800 da James Parkinson, venne chiamata, per oltre un secolo, paralisi agitante e anche morbo di Parkinson; colpisce in modo indistinto i due sessi e può esordire a qualsiasi età, anche se raramente in pazienti sopra i 40 e in casi rarissimi in persone più giovani. Si tratta di un disturbo che colpisce il sistema nervoso centrale, caratterizzato da morte progressiva dei neuroni dopaminergici che controllano i movimenti. Vi è il sospetto che le cellule muoiano per difetti di approvvigionamento energetico. Il sintomo generalmente più evidente è il tremore, ma non basta questo per stabilire la diagnosi. Altri sintomi possono essere: rigidità, lentezza nei movimenti, debolezza, problemi di equilibrio e postura ricurva.

Fortunatamente la ricerca scientifica sul Parkinson prosegue senza sosta e, recentemente, sembra aver ottenuto un risultato molto importante. Secondo uno studio, condotto da Michela Deleidi dell’Università di Tubinga e pubblicato su Cell Reports, una forma della vitamina B3, la nicotinamide riboside, potrebbe fermare la morte dei neuroni nei pazienti affetti dalla malattia di Parkinson, contribuendo a rallentarne il decorso.

Per giungere a questo risultato, Deleidi ha usato dapprima cellule di pelle di pazienti con Parkinson e le ha trasformate in neuroni, dimostrando che tali neuroni presentato difetti a carico dei mitocondri, quegli organelli cellulari che, come una sorta di centralina elettrica, servono a fornire energia alle cellule stesse. In seconda battuta la ricercatrice ha aggiunto a tali cellule la vitamina B3, dimostrando che quest’ultima riesce a prevenirne la morte, favorendo lo sviluppo di nuovi mitocondri sani all’interno della cellula.

Successivamente Deleidi ha effettuato l’esperimenti su alcuni moscerini affetti da una sorta di Parkinson, rilevando che, nel momento in cui viene somministrata loro la nicotinamide riboside, la malattia progredisce più lentamente e gli animali riescono a mantenere il controllo dei movimenti. Il prossimo passo sarà dunque quello di testare la vitamina sui pazienti con Parkinson.

Pubblicato il: 14-06-2018
Di:
FONTE : Cell Reports

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