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Salute Il suo nome è Beclin-1

Il segreto della longevità risiede in una proteina

La mutazione genetica della Beclin-1 non solo riduce il rischio di sviluppare tumori e malattie legate a cuore e reni, ma favorirebbe persino la longevità

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Il segreto della longevità risiede in una proteina iStock

Il segreto della longevità potrebbe risiedere in una proteina, la Beclin-1, la cui mutazione non solo riduce il rischio di sviluppare tumori e malattie legate a cuore e reni, ma addirittura favorirebbe la longevità, permettendo di vivere a lungo e in buona salute. Questo, almeno, è quanto sostenuto da un recente studio pubblicato su Nature ed effettuato da un team di ricercatori del Centro per la salute dell'Università del Texas sud-occidentale.


La proteina, individuata dai ricercatori, è responsabile del cosidetto processo di autofagia: un meccanismo che le cellule attivano allo scopo di smaltire le sostanze indesiderate o tossiche che potrebbero danneggiare le cellule sane, una sorta di pulizia che può prolungare la durata della vita e la salute di tutti i mammiferi.


Per giungere a questa conclusione, gli scienziati, coordinati da Beth Levine, hanno creato un topo geneticamente modificato allo scopo di aumentarne in maniera permanente il meccanismo di autofagia. Per farlo hanno eseguito una mutazione della proteina Beclin-1, in modo tale che essa riduca il proprio legame con un'altra proteina, la Bcl-2 la quale, normalmente, inibisce la funzione di Beclin-1 e dunque riduce l’autofagia. Mediante questo procedimento, dunque, tutti i topi avevano livelli altissimi di autofagia fin dalla nascita. Ebbene, i topolini hanno assistito a un'estensione del 10% della propria vita e hanno ridotto le probabilità di sviluppare tumori spontanei legati all'invecchiamento e alterazioni patologiche correlate all'età nel cuore e nei reni


In passato altri studi avevano evidenziato come i topolini geneticamente modificati in questo modo potessero anche evitare di sviluppare l’Alzheimer. Inoltre, una ricerca aveva dimostrato come i topi con aumentata autofagia fossero protetti dalla morte precoce che si verifica quando manca un ormone anti-invecchiamento di nome klotho. Questi studi hanno importanti implicazioni per la salute umana e per lo sviluppo di farmaci e dimostrano che le strategie per aumentare il percorso di housekeeping cellulare dell'autofagia possono ritardare l'invecchiamento e le malattie legate all'invecchiamento. I risultati suggeriscono che dovrebbe essere sicuro aumentare l'autofagia su base cronica per trattare malattie neurodegenerative, rivelando uno specifico obiettivo per lo sviluppo di farmaci che aumentino l'autofagia.

Pubblicato il: 06-06-2018
Di:
FONTE : Nature

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