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Salute Ogni anno vengono eseguiti 60 cambi di genere

Transessuali, dalla SICPRE la guida agli ospedali italiani

Gli interventi sono possibili in quattro città e sono a carico del SSN

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Transessuali, dalla SICPRE la guida agli ospedali italiani iStock

Avere un apparato genitale femminile, ma sentirsi profondamente maschio. O viceversa. Le persone che soffrono di disforia di genere (malattia riconosciuta dalla World Health Organization come disturbo medico, non psichico) hanno oggi a disposizione uno strumento in più per cambiare genere e diventare finalmente anche nel corpo quello che da tempo sentono di essere nel profondo. È la guida ai centri ospedalieri italiani che si occupano di disforia di genere, realizzata e pubblicata sul proprio sito dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE.

«Nei mesi scorsi abbiamo svolto un censimento e siamo arrivati a identificare le strutture pubbliche italiane che eseguono questi interventi – spiega Adriana Cordova, presidente SICPRE -. In questo modo abbiamo voluto semplificare e rendere effettivamente praticabile dalle persone transessuali il percorso diagnostico terapeutico in ambito ospedaliero».  Un percorso che spesso non difficile e che avviene in condizioni non adeguate.

«Per esperienza ci siano resi conto – dice ancora Cordova - che spesso le persone transessuali finiscono con l’andare all’estero o col farsi operare da professionisti e in strutture private che non hanno la competenza e l’esperienza sufficiente per eseguire in sicurezza interventi così delicati».

Un trattamento multidiscplinare

I centri individuati dalla SICPRE sono quattro (a Palermo, Pisa, Torino e Trieste) e in media operano ogni anno 60 pazienti, che vengono accompagnati, seguiti e curati in tutte le fasi.

Sì, perché proprio in base a quanto stabilito dalla World Health Organization, il percorso per il cambiamento di genere dovrebbe procedere per gradi, comprendendo diverse figure specialistiche, un convalidato percorso psicologico, una preparazione sessuologica prima dell’intervento e uno specifico supporto dopo.

«Ogni team comprende diversi specialisti – sottolinea Cordova – dall’urologo al ginecologo, senza dimenticare ovviamente il chirurgo plastico e lo psicologo. Per ogni centro abbiamo pubblicato numeri di telefono, nomi di riferimento, orari. Si tratta di strutture pubbliche, che quindi al massimo prevedono, per ogni prestazione, il pagamento del ticket».

Pubblicato il: 07-05-2018
Di:
FONTE : SCIPRE

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