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Salute Le frontiere delle staminali

Menopausa precoce: curarla grazie alle cellule staminali

Un trattamento di ringiovanimento cellulare che permetterebbe un ringiovanimento ovarico, con il ritorno del ciclo mestruale e il conseguente progressivo ristabilirsi della normale condizione di fertilità

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Menopausa precoce: curarla grazie alle cellule staminali iStock

L’insufficienza ovarica precoce - comunemente definita ‘menopausa precoce’ - è una malattia caratterizzata dall’assenza di mestruazioni: un disturbo che colpisce il 10% delle donne in una fase della loro vita generalmente caratterizzata da normale stato di fertilità. Può affliggere anche ragazze in età adolescenziale le quali, oltre all’inevitabile impossibilità di procreare, possono presentare vampate di calore, sbalzi d’umore, disturbi dovuti all’osteoporosi e tutti gli altri tipici sintomi collegati alla menopausa. Uno studio clinico, denominato ‘Rose’ e portato avanti da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Illinois a Chicago, nel tentativo di arginare questo doloroso problema, ha recentemente messo a punto una cura basata sull’innesto di cellule staminali mesenchimali

Il procedimento consiste in una procedura laparoscopica mininvasiva attraverso la quale vengono prelevate delle cellule spinali a livello della cresta iliaca posteriore; cellule che vengono poi impiantate nella zona ovarica con una semplice iniezione. Questo tipo di soluzione garantirebbe una sorta di ringiovanimento cellulare che porterebbe ad una regressione della menopausa e quindi al ritorno di una normale condizione di salute. A tal proposito è stato condotto un esperimento preliminare i cui risultati sono stati presentati nel corso di Endo 2018, il Congresso Annuale dell’Endocrine Society: due donne, sottoposte all’impianto cellulare, hanno ottenuto un significativo ringiovanimento ovarico con il ritorno del ciclo mestruale e il conseguente progressivo ristabilirsi della normale condizione di fertilità. Il trattamento non ha avuto alcuna complicanza e le due pazienti non hanno subito nessun effetto collaterale.

Gli esami successivi hanno dimostrato come già dopo sei mesi dall’iniezione l’ovaia trattata abbia avuto un notevole aumento nelle dimensioni. Dato il successo di questo esperimento iniziale è probabile che il test venga ripetuto su 33 pazienti i cui progressi verranno monitorati nel lungo periodo in modo da garantire efficacia e attendibilità dei risultati.

Pubblicato il: 22-03-2018
Di:
FONTE : University of Illinois at Chicago

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