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Salute Un passo avanti contro la sclerosi multipla

Scoperte molecole predittive sclerosi multipla aggressiva

La scoperta consentirà al neurologo di scegliere fin dall'inizio la terapia più adeguata per ciascun paziente, riservando quelle più energiche solo a chi ne ha veramente bisogno

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Scoperte molecole predittive sclerosi multipla aggressiva Thinkstockphotos

Un grande passo in avanti è stato compiuto contro la sclerosi multipla: un gruppo internazionale di ricercatori, coordinato dall’Università di Verona, è riuscito a scoprire specifiche molecole ‘maligne’ della malattia che evidenziano lo stadio più grave della sclerosi multipla. Sino ad oggi, infatti, gli esami diagnostici utilizzati non consentivano, nella maggioranza dei casi, di determinare la gravità della malattia. La recente scoperta, pubblicata su Annals of Neurology, apre nuovi scenari che renderanno più immediate e sicure le diagnosi e le prognosi, consentendo una terapia più mirata.

Gli scienziati hanno individuato una combinazione specifica di molecole infiammatorie che se presenti ad alte concentrazioni nel liquido cerebro-spinale, normalmente prelevato per la diagnosi della malattia, predicono una forma aggressiva di sclerosi multipla. Nella pratica clinica, la scoperta consentirà al neurologo di scegliere fin dall'inizio la terapia più adeguata per ciascun paziente, riservando quelle più energiche solo a chi ne ha veramente bisogno.

A rendere possibile il lavoro è stata anche la collaborazione con l'Imperial College di Londra e con la Swansea University Medical School, collaborazioni che hanno confermato l’ipotesi dei ricercatori mediante l’analisi di tessuti cerebrali autoptici, ottenuti da pazienti affetti dal disturbo.

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, ossia con lesioni a carico del sistema nervoso centrale. Numerose evidenze, sia cliniche sia sperimentali, indicano che alla base di questa malattia vi è una reazione del sistema immunitario che scatena un attacco contro la mielina; attacco che consiste in un processo infiammatorio che colpisce aree circoscritte del sistema nervoso centrale e provoca la distruzione della mielina e delle cellule che la producono. Queste aree ‘demielinizzate’ possono essere disseminate ovunque negli emisferi cerebrali, con predilezione per i nervi ottici, il cervelletto e il midollo spinale.

La sclerosi multipla colpisce quasi 3 milioni di persone nel mondo (600 mila in Europa, 114 mila in Italia), con oltre 250 nuovi casi all’anno; può esordire a ogni età della vita, ma è diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni e nelle donne, le quali risultano colpite in numero doppio rispetto agli uomini.

Pubblicato il: 19-03-2018
Di:
FONTE : Annals of Neurology

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