Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Ofidiofobia e aracnofobia

La paura dei serpenti e dei ragni è innata

Da un esperimento condotto su bambini molto piccoli si è giunti alla conclusione che le fobie che proviamo per alcuni animali sono spiegabili in termini evoluzionistici

4 di 5
La paura dei serpenti e dei ragni è innata Thinkstockphotos

La ofidiofobia e l’aracnofobia sono, rispettivamente, la paura dei serpenti e dei ragni: si tratta di disturbi d'ansia caratterizzati da un vero e proprio senso di terrore nei confronti dei due animali. Secondo un recente studio, effettuato da un team di ricercatori del tedesco del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia, tali fobie accompagnano l’uomo sin dagli albori della sua storia evolutiva.

Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno eseguito una serie di test su alcuni bambini di appena sei mesi di età: pertanto soggetti che, plausibilmente, non potevano ancora aver avuto un’esperienza diretta con ragni o serpenti. Ai piccoli sono state mostrate fotografie di tali animali, oltre che immagini di fiori e pesci di eguale misura e colore; ebbene, i bambini hanno per lo più reagito dilatando molto di più le pupille di fronte ai primi: la dilatazione della pupilla indica infatti l’attivazione del sistema noradrenergico, ossia quello coinvolto nella risposta allo stress; in altre parole significa che anche bimbi così piccoli si spaventano di fronte a ragni e serpenti. In sostanza i piccoli sanno che si tratta di qualcosa di potenzialmente pericoloso, pur non avendone alcuna esperienza o cognizione e ciò - secondo Stefanie Hoehl, la neuroscienziata che ha condotto l’esperimento - avrebbe origine evoluzionistica.

Nel nostro cervello, ha spiegato Hoehl, esisterebbero meccanismi che ci consentono di identificare questi animali per reagire velocemente ed evitarli; se poi abbiamo una predisposizione genetica all’iper-reattività dell’amigdala, un’area cerebrale connessa alla valutazione dei rischi, è probabile che la paura si trasformi in fobia. Il fatto che abbiamo imparato a temere ragni e serpenti molto presto nel corso dell’evoluzione è confermato dal fatto che fotografie di animali altrettanto pericolosi, come i rinoceronti o gli orsi, non evocano stress nei bimbi piccoli: l’essere umano convive, infatti, con ragni e serpenti da più di 40 milioni di anni, molto più a lungo rispetto ad altri mammiferi altrettanto o maggiormente pericolosi.

Pubblicato il: 13-03-2018
Di:
FONTE : Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences

© 2018 sanihelp.it. All rights reserved.