Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Il bersaglio è una proteina, la beta-catenina

Una nuova terapia contro il tumore del colon-retto

Scoperto come innescare un meccanismo di autofagia, quello per cui le cellule cancerose cominciano a divorare se stesse per poter sopravvivere

3 di 5
Una nuova terapia contro il tumore del colon-retto Thinkstockphotos

Il tumore del colon-retto è una delle patologie più diffuse, in particolare negli ultimi decenni, probabilmente a causa delle sempre peggiori abitudini alimentari. Si tratta della seconda causa di morte per tumore, nonché la terza neoplasia più diffusa tra le donne (11,5%) e la quarta tra gli uomini (11,3%). Per tutte queste ragioni appare di rilevante importanza uno studio, recentemente pubblicato su Oncogene, ed effettuato da un team di ricercatori finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e coordinato dall’Università del Salento: gli scienziati sono riusciti, infatti, a individuare una nuova proteina associata alla formazione delle masse tumorali intestinali; proteina che, se colpita direttamente, potrebbe favorire la regressione della malattia.

Si è scoperto che una particolare proteina, la beta-catenina, evidenzia un’espressione genica esagerata nelle cellule tumorali dei soggetti affetti da cancro al colon. Da ciò, i ricercatori italiani sono giunti a evidenziare un legame tra la beta-catenina e un circuito molecolare, il quale pare essere in grado di uccidere precocemente le cellule cancerose. Sotto il coordinamento della dottoressa Malù Coluccia si è riusciti a dimostrare che l’inattivazione prolungata della proteina beta-catenina, è in grado di innescare una risposta metabolica adattativa nelle cellule tumorali - meccanismo noto come autofagia: sostanzialmente le cellule cancerose cominciano a divorare se stesse per poter sopravvivere.

Per fare in modo che il processo di autofagia si inneschi è necessario regolare i livelli di espressione e distribuzione cellulare di un’ulteriore proteina, denominata NHERF1, che questo studio correla per la prima volta direttamente allo stato di attivazione oncogenica della beta-catenina. I ricercatori leccesi, collaborando con il Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco dell’Università La Sapienza di Roma, hanno compiuto un ulteriore passo avanti, sviluppando un nuovo inibitore di NHERF1 capace di uccidere le cellule del cancro al colon-retto (se utilizzato in combinazione con antagonisti della beta-catenina) e senza avere effetti significativi sulle cellule sane.

Pubblicato il: 02-03-2018
Di:
FONTE : Oncogene

© 2018 sanihelp.it. All rights reserved.